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The Exiles, gli esuli di Tienanmen oltre 30 anni dopo

Documentarista Christine Choy riprende suo progetto incompiuto

(ANSA) - ROMA, 26 GEN - Le lotte e le ingiustizie sociali sono sempre state al centro dei documentari di Christine Choy, autrice controcorrente, nata in Cina, che ha scelto gli Usa come casa dal 1965. Candidata agli Oscar nel 1988 per 'Who killed Vincent Chin?' e insegnante alla Tisch School of Arts/New York University di autori come Todd Phillips è la forza motrice di The Exiles, il documentario di Violet Columbus (figlia di Chris Columbus, coproduttore esecutivo, insieme fra gli altri a Steven Soderbergh) e Ben Klein, che debutta al Sundance Film Festival.
    I due autori, ex studenti della Choy, insieme a lei ripartono da un suo progetto incompiuto del 1989, dedicato alla protesta e la strage di piazza Tienanmen, per il quale aveva raccolto le testimonianze di alcuni leader del movimento, appena arrivati negli Usa, come l'allora ex studente Wu'er Kaixi; l'accademico Yan Jiaqi e l'ex imprenditore hitech Wan Runnan.
    Oltre 30 anni dopo, quella è una strage "evaporata" dice Christine Choy, "ne è stata cancellata la memoria, le nuove generazioni di ragazzi cinesi non la conoscono". Così il viaggio di quel film mai finito è ripartito nel presente, con l'autrice che è andata, tra il 2017 e il 2019 a rincontrare i tre esuli in giro per il mondo. Mentre 30 anni fa, prevaleva la speranza che gli altri Paesi avrebbero aiutato chi chiedeva una Cina diversa, ora prevale il senso di disillusione. "Se mi chiedi se lo rifarei, onestamente devo risponderti che non lo so" spiega Wu'er Kaixi, diventato a Taiwan segretario generale della commissione generale dei diritti umani. Anche Jan Jiaqi, da anni residente in Maryland, ha ridimensionato il suo senso di speranza: "Mentre l'economia della Cina continua a progredire, la sua politica continua a fare passi indietro". Sembra rassegnato anche Wan Runnan, che a Parigi trascorre la pensione coltivando un orto. Il film si conclude con le immagini dell'udienza convocata nel 2019 al Congresso Usa da Nancy Pelosi per commemorare a 30 anni di distanza le vittime di quei giorni: "Avevamo fiducia in voi e ci avete tradito - dice Wu'er Kaixi, ai parlamentari-. Voglio sperare che oggi abbiate il coraggio di non ripetere gli errori del passato". (ANSA).
   

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