Cultura

Terre degli Uffizi, in mostra ritratto Dante di del Castagno

Opera ritorna da Forlì, visibile a Castagno d'Andrea fino 23/8

(ANSA) - SAN GODENZO (FIRENZE), 26 LUG - L'affresco staccato di Andrea del Castagno con il ritratto di Dante a figura più grande del naturale, 'ringiovanito' da un recente restauro dell'Opificio delle pietre dure di Firenze e tra i protagonisti della grande mostra di Forlì 'La visione dell'Arte', dedicata al Sommo Poeta nel Settecentenario dalla morte, torna nella sua Toscana. Lo fa con un evento speciale, doppiamente simbolico: la mostra 'Dante e Andrea del Castagno tornano a San Godenzo', promossa e organizzata dal Comune di San Godenzo (Firenze) e inserita nel programma espositivo 'Terre degli Uffizi', ideato e realizzato fa Gallerie degli Uffizi e Fondazione Cr Firenze, all'interno dei rispettivi progetti Uffizi diffusi e Piccoli grandi musei. L'iniziativa è stata presentata da Emanuele Piani, sindaco di San Godenzo, Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, Gabriele Gori, direttore generale di Fondazione Cr Firenze, e Luca Santini, presidente Parco nazionale foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna. Il ritratto è infatti esposto nel territorio di San Godenzo, dove l'8 giugno 1302 Dante ed altri esuli fiorentini si riunirono in assemblea, nonché terra natale del pittore Andrea del Castagno (del quale ricorre il seicentenario della nascita). L'affresco è esposto nella frazione di Castagno d'Andrea, nel Centro visite del Parco, dal 27 luglio al 23 agosto. Il capolavoro di Andrea del Castagno è uno dei più antichi ritratti ad oggi pervenuti di Dante Alighieri.
    L'affresco era originariamente parte di un ciclo pittorico dedicato a uomini e donne illustri del passato che ornava la villa di Legnaia presso Firenze, appartenuta a Filippo Carducci, gonfaloniere di giustizia della Repubblica fiorentina. Nella seconda metà del XV secolo la villa fu acquistata dai Pandolfini e gli affreschi vennero coperti da varie imbiancature. Ritrovati nel 1847, nel 1850 furono tolti dalla parete tramite la tecnica dello strappo per essere venduti.
    Acquistati nel 1852 dallo Stato toscano, allora governato dai Lorena, fino ad oggi si trovavano agli Uffizi nei locali dell'ex chiesa di San Pier Scheraggio, normalmente non aperti ai visitatori. (ANSA).
   

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