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Lepri: camera ardente in Campidoglio, tanti amici e colleghi

All'arrivo del feretro il sindaco Gualtieri e vertici ANSA

L'abbraccio di tanti colleghi, che hanno ricordato i suoi insegnamenti, la sua vicinanza anche negli ultimi anni e il suo supporto nei momenti difficili, le immagini di alcuni momenti di intimità familiare, le dedica di tre poesie dalle tre amate nipoti. È stata una cerimonia ricca di commozione e affetto quella che si è svolta alla Sala della Protomoteca in Campidoglio per l'ultimo saluto a Sergio Lepri, maestro di giornalismo e storico direttore dell'ANSA, scomparso due giorni fa a 102 anni.

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 Ad attendere il feretro assieme ai tre figli Maria, Paolo e Stefano il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. "Roma - ha detto - rende omaggio ad una leggenda del giornalismo, storico direttore dell'agenzia ANSA, che con la sua autorevolezza è stato punto di riferimento per generazioni di professionisti dell'informazione". Erano presenti anche tutti i vertici dell'ANSA, il presidente Giulio Anselmi, l'amministratore delegato Stefano De Alessandri e il direttore Luigi Contu, che ha ricordato di essere stato assunto da Lepri nel 1987 e ha sottolineato quanto il patrimonio di esperienze che gli ha donato, da direttore e poi nei tanti incontri avuti con lui negli ultimi anni, gli sia stato prezioso nel lavoro quotidiano.

In Campidoglio anche molti dei colleghi che hanno lavorato con lui all'agenzia che ha diretto per 30 anni, fino al 1990, con i quali Lepri ha continuato ad avere una corrispondenza fittissima, fondando anche una rivista online. Tutti hanno sottolineato il suo rigore professionale, la ricerca continua della massima obiettività possibile e la sua attenzione alla scrittura delle notizie. Un'attenzione - come ha ricordato Silvia Garambois, presidente dell'associazione Giulia - a tutti gli aspetti del linguaggio, in particolare in relazione al rispetto della parità di genere. Dietro al libro con tutte le firme, anche una corona di fiori rossi della redazione dell'ANSA, con la scritta "Ciao direttore".

Non è stato dimenticato il ruolo di partigiano e difensore della libertà di stampa che Lepri ebbe già nei tempi del fascismo. L'Associazione Nazionale Partigiani gli ha reso omaggio, ricordando che tutti gli anni, fino alla fine, un rappresentante gli portava a casa la tessera dell'Anpi. Il presidente della Fnsi Giuseppe Giulietti ha rimarcato che "il potere di Lepri consisteva proprio nell'esercizio della libertà che metteva in pratica ogni giorno".

Tanti momenti di intimità familiare nelle fotografie proiettate nel corso della cerimonia: immagini dalla sua casa in montagna, a Cortina, le partite di tennis, praticato fino a tarda età, ritratti con l'amatissima moglie Laura e le tre nipoti Virginia, Laura ed Emma, che hanno letto tre poesie, tra cui l'Infinito di Leopardi, che le univano al nonno. Anche il direttore di Radio 1 Andrea Vianello ha voluto sottolineare quanto il rapporto con Lepri, il dialogo avuto con lui e la lettura dei suoi libri, sia stata utile per ricominciare a parlare dopo l'ictus che lo ha colpito. Le ceneri di Lepri saranno deposte nel cimitero fiorentino di San Miniato al Monte, accanto a quelle della moglie Laura, morta nel giugno 2011.

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