Sicilia

La pandemia negli scatti di Petyx in Sicilia

Un racconto per immagini esposto in hub vaccinale a Palermo

Redazione ANSA PALERMO

(di Giovanni Franco) (ANSA) - PALERMO, 14 MAG - "Da quando mi sono reso di conto che la pandemia era una minaccia reale, ho deciso di raccontare tutto quello che era possibile, soprattutto la vita delle persone e il cambiamento dei loro atteggiamenti. E così ho cominciato a girare per la città e ho pensato che dovevo essere gli occhi attraverso le mie immagini delle persone che erano chiuse in casa. Ho lavorato di giorno raccontando, l'emergenza sanitaria negli ospedali, i nuovi poveri, fino ad arrivare a narrare con i miei scatti il deserto delle ore serali e notturne, con il buio spettrale e il silenzio che calava dopo e 18. Poi ho anche descritto come si conviveva con gli stili di vita stravolti a causa del Covid. Fino ad arrivare alle campagne di vaccinazione passando dalle proteste dei commerciati e le speranze di una ripartenza. Ho preso in prestito queste immagini della Sicilia per restituirle attraverso questa iniziativa alla storia". Il reporter palermitano Igor Petyx, 46 anni, spiega così il filo conduttore di "Risorgiamo Italia", una mostra di fotografie, ospitata alla Fiera del Mediterraneo a Palermo.
    L'esposizione è realizzata dalla struttura commissariale e promossa da Msc Crociere. Gli scatti saranno visibili da lunedì prossimo esclusivamente dalle persone che andranno a vaccinarsi nella struttura adibita ad hub per la somministrazione delle dosi anti Coronavirus.
    Ecco così esposte oltre cento scatti dei primi turisti in quarantena all'Hotel Mercure a Palermo, dei saluti e dei canti dai balconi, della spesa per le famiglie più povere. "Se vedevamo un lenzuolo colorato al balcone, suonavamo a tutti i campanelli fino a quando trovavamo la famiglia - ricorda Igor - e dicevamo di sporgersi per un saluto: il padre in tuta, la madre in ciabatte, i bambini in pigiama, ma ridevano tutti, era qualcosa di nuovo".
    "C'è l'omaggio ai genitori che si sono improvvisati professori, medici, psicologi e compagni di scuola; il tributo ai nonni dietro le finestre. C'è Palermo immobile, i rider padroni delle strade, le mascherine introvabili. Poi la prima riapertura, la gente esce e trova il sole: è estate e sembra tutto finito, Trapani è la prima città Covid free, si torna nei musei e nei ristoranti ma dura pochi mesi. Le proteste dei commercianti e degli artisti, i ristoranti serrati, le prime multe, i tamponi, i vaccini.
    Il racconto della pandemia e dell'abitudine alla pandemia. Ma soprattutto di come tutto ciò che era quotidiano e scontato ora è diventato una riconquista. La mostra è un monito ancor più potente lanciato dall'hub vaccinale", prosegue Petyx.
    "Queste immagini ripercorrono un anno in cui ognuno di noi ha dovuto attingere a eccezionali riserve di forza d'animo: probabilmente non pensavamo neppure di averle - dice il commissario Covid di Palermo e provincia, Renato Costa -.
    Abbiamo voluto questa esposizione permanente sulle pareti della Fiera del Mediterraneo per ricordarci dell'umana capacità di resistere alle difficoltà. Abbiamo immaginato, reagito, costruito".
    Il fotoreporter ha immortalato anche i lavori alla Fiera del Mediterraneo, quando non era ancora l'hub vaccinale di Palermo e provincia. "Sembrava impensabile che questi locali potessero ospitare un polo da quattromila vaccini al giorno - continua Costa -. Ora è una straordinaria realtà, insieme ai centri vaccinali negli ospedali, ai drive-in per i tamponi, alle riconversioni dei reparti. In questa mostra c'è la storia di come ci siamo rialzati, ma anche l'invito a continuare a camminare per allontanare per sempre la pandemia".
    Igor è figlio d'arte: suo padre Gigi fu fotografo del giornale L'Ora. Igor lo ha seguito fin da bambino nei suoi reportage in giro per la Sicilia. A 19 anni cominciò a collaborare con Il Giornale di Sicilia e diventò giornalista pubblicista nel 2002.
    Ha documentato i maggiori fatti di cronaca. Ha fotografato i migranti - e gli scatti sono racchiusi in due mostre "Amare senza confini", con la Croce Rossa e la Prefettura di Palermo nel 2015 a Villa Pajno e "Clandestinamente", nata da un reportage all'interno del centro di accoglienza di Lampedusa nel 2008 esposta al "Teatrino delle beffe" nel 2009. Ha raccontato anche il degrado dei sottopassaggi, a volte rifugio dei tossicodipendenti: è nata così, "Subway" esposta nel 2011 in viale della Regione Siciliana. Collaboratore de La Repubblica, dell'agenzia Ansa, del mensile Gattopardo e delle maggiori testate nazionali ed estere, è il fotografo ufficiale del festival "Le Vie dei Tesori". (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Archiviato in


        Modifica consenso Cookie