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Da Eleonora a Nina Bartoli, le donne sarde in politica

Da Eleonora a Nina Bartoli, le donne sarde in politica

Con il M5S anche la prima senatrice dell'isola Manuela Serra

ROMA, 27 febbraio 2024, 18:54

Anna Laura Bussa

ANSACheck

Da Eleonora a Nina Bartoli, le donne sarde in politica - RIPRODUZIONE RISERVATA

Da Eleonora a Nina Bartoli, le donne sarde in politica -     RIPRODUZIONE RISERVATA
Da Eleonora a Nina Bartoli, le donne sarde in politica - RIPRODUZIONE RISERVATA

 Alessandra Todde è la prima donna presidente della Sardegna e la dodicesima alla guida di una regione in Italia. Ma l'Isola, nonostante un'indiscussa prevalenza di uomini ai vertici delle istituzioni, ha visto anche altre donne battere dei record in politica. Oltre alla celebre Eleonora di Arborea, che da giovanissima divenne la prima e unica donna a ricoprire il ruolo di 'giudicessa' cambiando per sempre la storia del diritto con l'aggiornamento della "Carta de Logu" che resterà in vigore fino al 1827, la Sardegna vanta anche le prime due donne sindaco d'Italia.

Si tratta di Margherita Sanna, nota come 'sa'sindachessa' o 'sa'maestra' che fu prima cittadina di Orune per ben tre legislature (a cominciare dal 1946) e di Giovanna, conosciuta come 'Ninetta', Bartoli. Lei fu la prima donna sindaco di Barutta, un piccolo comune del Sassarese e anche lei negli stessi anni di Margherita Sanna: dal 1946 fino al 1958. Le loro fotografie, rigorosamente in bianco e nero e nel costume sardo dell'epoca, campeggiano nella 'Sala delle donne', inaugurata nel 2016 dall'allora presidente della Camera, Laura Boldrini, per celebrare tutte le donne protagoniste della politica italiana.

    Ma nella terra che ha dato i natali a Grazia Deledda, la prima e unica donna italiana a ricevere il premio Nobel per la letteratura nel 1926, ci sono molti altri nomi da ricordare.
    Come quello di Nadia Gallico Spano che, nata a Tunisi, trascorse quasi tutta la sua vita in Sardegna. Insieme al marito Velio Spano, senatore originario di Guspini, fece parte dell'Assemblea Costituente. Nel 1945 fondò nell'isola le strutture femminili del Partito Comunista e divenne una paladina dei diritti dei minatori a Carbonia.

Fu la prima firmataria di disegni di legge rivoluzionari per l'epoca come quello per garantire 'pari retribuzione per pari lavoro' alle donne. Protagoniste della lotta antifascista furono anche Marianna Bussalai, fondatrice del Partito Sardo D'Azione insieme a Emilio Lussu e tra le prime femministe dell'isola; Graziella Sechi Giacobbe che, con Marianna Bussalai e Mariangela Maccioni, diede vita alla "Triade Femminista Sardista". Mariangela Maccioni e Graziella Sechi vennero anche arrestate nel 1937 con l'accusa di 'militanza contraria al regime fascista'. La prima donna assessore in Sardegna fu invece Pierina Falchi di Nuoro che negli anni '50 guidò l'assessorato alla Pubblica Istruzione. Mentre la prima deputata fu Maria Giulia Cocco che arrivò a Montecitorio nel 1958 nelle file della Dc, quando in tutto Parlamento sedevano appena 28 donne. Nel 1968 fu anche sottosegretario al ministero della Salute. Una curiosità è che oltre alla prima donna presidente della Regione, il M5S ha portato a Palazzo Madama anche la prima donna senatrice dell'isola: Manuela Serra, eletta nel 2013. 
   

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