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Carpe Diem senza fondi, a rischio le 'residenze' con gli artisti

Carpe Diem senza fondi, a rischio le 'residenze' con gli artisti

Aru e Marzocchi: "verso la chiusura per un progetto trentennale'

CAGLIARI, 08 gennaio 2024, 14:56

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Da circa trent'anni anni portano il teatro e la musica nei piccoli e piccolissimi centri con la formula delle "residenze", in un incontro tra artisti e comunità. Ma ora il rischio è di chiudere i battenti per insufficienza di fondi. La cooperativa Progetti Carpe Diem gestita da Aurora Aru e Franco Marzocchi esprime il proprio malcontento e denuncia i criteri di assegnazione dei contributi regionali per lo spettacolo.
    Sotto accusa "una politica culturale che considera solo la quantità di attività e ignora la qualità e costringerà alla chiusura la straordinaria esperienza artistica, culturale e sociale del Festival Cantiere di Lavoro Teatrale - sottolineano Aurora Aru e Franco Marzocchi - criteri che mortificano la nostra attività e il nostro impegno volto a valorizzare e rivitalizzare, attraverso l'arte, borghi e paesi, ricchi di fascino, storia, storie".
    Nato nel 1996, per i primi 16 anni il Festival Cantiere di lavoro teatrale ha trasformato le Miniere di Montevecchio a Guspini, nel sud Sardegna, da segni di archeologia industriale mineraria abbandonata in un importante presidio e luogo di riferimento per il teatro d'innovazione in Italia e in Europa.
    Poi, e fino al 2023, si è esteso ad altri luoghi, tra cui Soleminis (Casa delle Storie) e Baradili, il comune più piccolo dell'Isola che ha ospitato le ultime edizioni. La formula del "Festival Cantiere", prima in Sardegna e fra le prime in Italia, ha coniugato ricerca, sperimentazione, progettazione e produzione originale in residenza con la formazione e il coinvolgimento di giovani del territorio, per uno scambio fertile con numerosi giovani artisti italiani e internazionali.
    Tra i tanti nomi che si sono alternati sui palcoscenici di Carpe Diem, Ascanio Celestini, Vinicio Capossela, Maria Paiato, Giuliana Musso. "Non solo un "cartellone" di titoli - concludono - ma un progetto di valorizzazione del territorio attraverso un rapporto di condivisione con le comunità ospitanti".
   

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