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Interminabili applausi per il Rodolfo di Demuro a Cagliari

Interminabili applausi per il Rodolfo di Demuro a Cagliari

La magia de La bohème riempie il Teatro Lirico

CAGLIARI, 22 dicembre 2023, 13:30

Redazione ANSA

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Francesco Demuro al Teatro Lirico di Cagliari - RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesco Demuro al Teatro Lirico di Cagliari -     RIPRODUZIONE RISERVATA
Francesco Demuro al Teatro Lirico di Cagliari - RIPRODUZIONE RISERVATA

E' la vigilia di Natale sul palco del Lirico di Cagliari. Tra la magia dell'immortale partitura si stagliano le voci del tenore Francesco Demuro e del soprano Marigona Qerkezy, grandi protagonisti del capolavoro di Puccini, La bohème. Il teatro ha accolto ieri sera con il quasi sold out la prima dell'opera in scena fino al 30 dicembre, ultimo titolo del cartellone. E si va verso il tutto esaurito per tutte le altre recite.
    Demuro, acclamato nei più prestigiosi palchi del mondo si conferma per le sue grandi qualità vocali, eleganza, intensità e presenza scenica, un magistrale Rodolfo impersonando le diverse sfaccettature del poeta che vive "di sogni e di chimere". Al suo debutto in un ruolo pucciniano Marigona Qerkezi, incarna appieno la figura di Mimì, con la potenza della voce sicura, limpida e suadente. La loro esecuzione è stata salutata dai "bravo", "brava" e scroscianti applausi a scena aperta.
    Buona la prova della restante compagnia di canto, tra cui Daniela Cappiello Musetta, Bruno Taddìa, Marcello, Daniele Terenzi (Schaunard), Matteo Peirone (Benoît/Alcindoro), George Andguladze (Colline). A dirigere Orchestra e Coro del Lirico - preparato da Giovanni Andreoli e Coro di voci bianche del Conservatorio, preparato da Francesco Marceddu, il direttore spagnolo Jaume Santonja al suo debutto nella lirica. Nell'ambientazione voluta dal regista Mario Pontiggia, coloratissime affiches d'autore, atmosfere e tableaux rimandano alla Parigi di Gustave Caillebotte e di Henri de Toulouse-Lautrec. In un allestimento tradizionale con un occhio attualissimo il regista sposta in avanti di sette decenni la vicenda dei quattro artisti bohemien parigini, squattrinati e spensierati che vivono in una soffitta "dove si gela e si muore di inedia" "una vita gaia e terribile".
    "Ho spostato in avanti l'ambientazione dell'opera, lo richiedeva la modernità della musica di Puccini", ha detto all'ANSA Mario Pontiggia. Ottima la scenografia firmata da Antonella Conte, come le scelte dei costumi di Francesco Zito, a valorizzare la scena le luci di Bruno Ciulli. Belle le coreografi di Luigia Frattaroli ispirate alla Belle Époque e alle ballerine di can can di Toulouse Lautrec.
   

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