Sardegna

Giù le mani dal Pronto soccorso, protesta di Liberu a Nuoro

No a esternalizzazione del reparto, servono assunzioni pubbliche

"Giù mani dal Pronto soccorso dell'ospedale San Francesco di Nuoro": con queste parole i militanti e i dirigenti del partito indipendentista Liberu, riuniti in un sit in davanti al nosocomio nuorese, hanno protestato contro la possibile privatizzazione del Pronto Soccorso. "La sanità deve essere pubblica e deve essere per tutti - chiarisce il segretario di Liberu Pierfranco Devias - Protestiamo per la tendenza alla privatizzazione, già avvenuta per i reparti del Pronto Soccorso di Ghilarza e Oristano, come tentativo di risolvere i problemi della sanità e pensando che possa essere una soluzione per le strutture delle zone interne".

"Noi pensiamo invece - precisa il leader indipendista - che i problemi si risolvono solo assumendo personale e potenziando i reparti. I sardi stanno spendendo 3 miliardi di euro all'anno per la sanità e avrebbero diritto a veder garantito il diritto alla salute, che non si può fare certo spendendo altri soldi per i privati". Alla manifestazione erano presenti anche alcuni medici e infermieri del San Francesco, anche loro contro la tendenza alla privatizzazione. "Parlando con loro - sottolinea Devias - ci hanno spiegato le criticità. Il Pronto Soccorso è un reparto molto delicato: da lì spesso dipende la vita e la morte di un paziente, ecco perché devono lavorare in questi reparti medici esperti e assunti con concorsi pubblici. Sappiamo invece come in molti casi avvengono le assunzioni nelle strutture private dove non sempre si seleziona il personale in base alla competenza".

"Non solo la pandemia non ci ha insegnato niente - rimarca il segretario di Liberu - ma con la scusa dell'emergenza e della chiusura temporanee alle visite nel settore pubblico, si è portato il cittadino a rivolgersi ai privati avvantaggiando moltissimo questo settore e svuotando le tasche dei cittadini che pagano le tasse. Questo meccanismo deve finire, noi ci opporremo con tutte le forze all'esternalizzazione del reparto".

LA REPLICA DELLA ASSL - Dopo il sit-in promosso dal movimento indipendentista Liberu contro l'esternalizzazione del Pronto soccorso dell'ospedale San Francesco di Nuoro, a stretto giro arriva la risposta della commissaria straordinaria della Assl barbaricina Gesuina Cherchi, che rassicura i manifestanti: "No alla privatizzazione e sì al potenziamento del reparto". La commissaria, dopo aver sentito il direttore del Dipartimento delle Attività dei Presidi Ospedalieri (Dap) di Ats, Sergio Pili, che avrebbe fatto delle dichiarazioni a favore dell'"esternalizzazione", precisa che l'informazione non è veritiera.

"Il dottor Pili smentisce di aver mai preso in considerazione tale ipotesi per il Presidio nuorese - è scritto nella nota diffusa dalla Assl nuorese -. Ipotesi peraltro difficilmente praticabile per la natura stessa dell'Ospedale San Francesco, in considerazione del fatto che possiede praticamente tutte le specialità tempo-correlate. Il direttore del Dap ha, invece, ribadito la necessità di procedere al reintegro delle unità lavorative mancanti, al fine di ricostituire una pianta organica adeguata al carico di lavoro del Pronto Soccorso nuorese", conclude la Assl di Nuoro.

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