Staff Giunta: bagarre in Aula su pranzo Sardara, stop seduta

Opposizione occupa banchi maggioranza, ora la capigruppo

Ritorna il sereno in Consiglio regionale. Dopo la bagarre in Aula di stamattina, si è riunita la conferenza dei capigruppo e alla ripresa è intervenuta Alessandra Zedda in qualità di vicepresidente della Regione. "Ciò che è accaduto a Sardara è un fatto grave e inopportuno, tuttavia il governatore Solinas da voi chiamato in causa - ha detto rivolgendosi agli esponenti dell'opposizione - non deve né può riferire alcunché". Infatti, ha spiegato, "sapete tutti che ci sono delle indagini, e all'esito di queste indagini si valuterà quale dovrà essere la reazione che la Giunta dovrà avere in relazione ai fatti di Sardara".

Tuttavia, ha aggiunto, "ad oggi vi chiedo di proseguire i lavori sulla legge all'ordine del giorno, e di fare la vostra democratica opposizione. Noi saremo qui a confrontarci, ma facciamolo sulle leggi perché ciò che è successo a Sardara non riguarda né il fatto che la minoranza ha diritto di fare la sua opposizione e né il fatto che la maggioranza ha il dovere di proporre leggi di interesse generale per i sardi". E' iniziato, così, l'esame degli articoli della legge sugli staff. Ma prima, intervenendo in replica alla vicepresidente, il Progressista Massimo Zedda ha dichiarato di non condividere "l'argomento utilizzato".

Infatti, ha detto, "il fatto che la politica debba attendere l'esito di indagini vale in altri casi, qui il tema è un altro perché alcuni esponenti e funzionari pubblici hanno violato delle regole. Il presidente ha titolo per convocare il comandante del Corpo forestale (presente all'hotel termale di Sardara, ndr), metterlo di fronte alle sue responsabilità, parlare in modo franco, chiedergli di dimettersi e di dire chi era al tavolo di Sardara, ovviamente le persone riconducibili all'apparato regionale, convocarli e chiedere le dimissioni prima di provvedimenti dell'autorità giudiziaria". Anche secondo Eugenio Lai (LeU), "non è pensabile che il presidente attenda la fine di un'indagine, in ogni caso prendo atto che verrà in Aula alla fine delle indagini". "Sono certo - ha aggiunto Michele Cossa (Riformatori) - che il presidente interverrà nel modo più appropriato"

STAFF GIUNTA, ESAME DDL A RILENTO - Si annuncia lunga e piena di ostacoli la discussione del ddl 107 sugli staff della Giunta. Questo pomeriggio, dopo l'occupazione dell'Aula e la bagarre legate alla questione del pranzo "proibito" di Sardara, è cominciato l'esame degli emendamenti all'articolo 1. Appena cinque quelli votati e bocciati dall'Aula. Complessivamente le proposte di modifica sono circa ottocento, una cinquantina quelle della maggioranza. Sono 93 quelle all'articolo 1 che riguarda le funzioni della legge, cioè il rilancio delle attività d'impulso anche attraverso la riorganizzazione della presidenza della Giunta.

Pd, Progressisti, LeU ed M5s criticano l'impianto della riforma e l'opportunità della discussione proprio in questo momento storico. Il capogruppo dem Gianfranco Ganau insiste sul fatto che "l'unico obiettivo di questo provvedimento è la creazione di 60 nuovi incarichi fiduciari, questa legge è una vera porcheria". Secondo Massimo Zedda (Progressisti) "non è possibile inserire dirigenti nell'organico della Regione senza superare i concorsi pubblici. Queste norme ci fanno capire quanto poco vi interessi il personale presente in Regione e quanto invece vi interessi creare una Regione parallela per poter intervenire in ogni ambito".

Per Desirè Manca (M5s) il ddl promuove la filosofia per cui "per avere ruoli apicali serve solo conoscere chi in questo momento governa la Regione". Il capogruppo pentastellato Michele Ciusa ha ricordato che in Regione "serve nuovo personale, ma la meritocrazia è l'unica garanzia della migliore macchina amministrativa". La seduta è aggiornata a giovedì alle 10.

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