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CRV - Cestari (Lega-LV): “Speranza e voglia di vivere nonostante il cancro"

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CRV - Cestari (Lega-LV): “Speranza e voglia di vivere nonostante il cancro"

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Responsabilità editoriale di CONSIGLIO REGIONALE VENETO

Il messaggio del libro ‘Il giorno più bello della vita: domani’” presentato oggi in Consiglio Veneto

27 febbraio 2024, 16:11

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cestari (Lega- LV): “Speranza e voglia di vivere nonostante il cancro, il messaggio del libro ‘Il giorno più bello della vita: domani’”

È stato presentato oggi a palazzo Ferro Fini il libro ‘Il giorno più bello della vita: domani’, di Maria Cristina Bonetti e Giorgio Nordera.

Il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, ha portato i saluti istituzionali e ha “ringraziato il consigliere regionale Laura Cestari per aver voluto questo momento di riflessione presentando un libro che lascia, per molti aspetti, di certo non indifferenti e, casomai, commossi. Un libro che fa riflettere e pensare, ‘Il giorno più bello della vita: domani’, di Maria Cristina Bonetti e Giorgio Nordera, che sebbene ci abbiamo lasciato, sono presenti oggi con la loro testimonianza viva, rinnovata da Marco Nordera, il fratello di Giorgio, e dal professor Michele Milella, Direttore Uoc Oncologia Università di Verona che ringrazio per essere qui con noi”.

“Onestamente – ha proseguito Ciambetti - davanti alla vita di Maria Cristina Bonetti e Giorgio Nordera, non c’è che l’ammirazione e il rammarico per non aver conosciuto di persona questi maestri di vita, testimoni della speranza, capaci di superare prove difficilissime, se non devastanti, dando una straordinaria lezione di fede e, a chi non è credente, un messaggio di civiltà di rara bellezza. Il titolo del libro richiama, sia una frase di Mark Twain, che ci invitava a dare ad ‘ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita’, sia un pensiero del Dalai Lama, per il quale ‘Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro domani; pertanto, oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere”. Ho scelto volutamente queste due citazioni perché una, quella di Mark Twain, giunge da uno scrittore decisamente, a dir poco, critico nei confronti della fede religiosa e del cristianesimo in particolare; l’altra, invece, da quella che è considerata la manifestazione vivente dell’Illuminato che rinuncia al Nirvana e si reincarna temporaneamente per aiutare gli esseri umani. Maria Cristina Bonetti e Giorgio Nordera sono, e non uso a caso il presente, due spiriti animati da una profonda fede religiosa, radicata nel cristianesimo e io li vedo accomunati a Mark Twain e al Dalai Lama nella dimensione della speranza, del valore della vita, vissuta sino in fondo, indipendentemente dalle malattie che hanno, casomai, per Maria Cristina e Giorgio, una funzione catartica. La loro è una fede profonda”.

“Trovo bello – ha aggiunto il Presidente del Consiglio regionale - che oggi da palazzo Ferro Fini possa essere rilanciata l’idea della speranza e l’invito alle giovani generazioni ad aprirsi alla vita e al mondo, abbandonando l’illusione della realtà virtuale per toccare con mano la bellezza della fisicità, della corporeità, anche quando essa è colpita dalla malattia e dal dolore, l’importanza dell’incontrarsi quotidianamente con gli altri e vivere concretamente sentimenti e passioni, condividendole assieme alle altre parsone. Questo libro è un inno alla vita e lo presentiamo qui al Ferro Fini, singolarissima coincidenza, nell’anno che segna l’ottocentesimo anniversario dalla composizione del Cantico delle Creature di Francesco d’Assisi. Anche per questo, dico che seppure in giorni amari, in anni in cui troppi ancora muoiono di fame e di stenti, mentre imperversano guerre e disperazione, non solo nella nostra Europa, ma anche nella martoriata Africa, nel Mar Rosso, come nello Yemen, la scelta d’amore di Maria Cristina e Giorgio spalanca una finestra e lascia entrare nel nostro cuore una luce inattesa e tale da spingerci a ripetere il motto laico per cui bisogna, giustamente, guardare al presente con il pessimismo dell’intelligenza, ma al futuro con l’ottimismo della volontà”.

“Un proverbio del Nord Africa dice che la differenza tra il deserto e un giardino fiorito non è l’acqua, ma l’essere umano – ha concluso Roberto Ciambetti - Infatti, sta a noi scegliere, con la nostra vita, se creare il deserto o coltivare un giardino coloratissimo di fiori e di vita: Maria Cristina Bonetti e Giorgio Nordera non hanno avuto dubbi e per questo io li vedo assieme, nel loro bellissimo giardino, sorridere Giusti, per sempre nel cielo dei Giusti”.

“Quando la speranza e la voglia di vivere incontrano la fede, il risultato è un libro come ‘Il giorno più bello della vita: domani’. Si tratta di una testimonianza carica di positività, che va fatta conoscere a più persone possibile”.

Con queste parole, il consigliere regionale Laura Cestari (Lega/Liga Veneta) ha accompagnato la “presentazione, oggi a palazzo Ferro Fini, del libro scritto da Giorgio Nordera sulla malattia propria e della moglie Maria Cristina Bonetti. Al posto dell’autore, sono intervenuti il fratello e la cognata.

“Anche se il suo autore è scomparso nelle scorse settimane a causa di tumori diffusi in tutto il corpo, oltretutto pochi anni dopo la moglie, il messaggio che vuole trasmettere è vivo più che mai: aprirsi al mondo, sostenersi a vicenda nella vita di coppia e fuori, condividere gioie e dolori, non avere paura di sbagliare – ha sottolineato Cestari - Ma è importante anche il percorso di fede da loro stessi intrapreso, nella visione della vita come un prestito da restituire al meglio alla fine del cammino. Un percorso dove al posto dell’’Io’ c’è Dio, inteso come curiosità e voglia di voler bene al prossimo”.

“Siamo tutti abituati, nel nostro mondo, alla velocità, dimenticandoci perfino di respirare, presi da un costante affanno da competizione – ha aggiunto il consigliere regionale – Cerchiamo risposte di ogni tipo per migliorare sempre. Passiamo la vita nell’ansia, mettendo in dubbio persino chi siamo. Ma il dott. Giorgio Nordera, nel suo libro, non ci racconta la fatica, il dolore, lo sgomento, che pure stava attraversando a causa della malattia, ma la vita i cui accadimenti dobbiamo imparare ad accettare come qualcosa di inesorabile e inevitabile. Ma adeguarsi non significa rassegnarsi, ma prendere atto, accogliere e amare un percorso esistenziale, anche difficile e irto di ostacoli, nella consapevolezza di aver fatto tutto il possibile”.

Preziosa è stata la testimonianza resa da Marco Nordera, fratello più piccolo di Giorgio, “Mio fratello è stato la colonna della mia vita, mi ha insegnato tante cose, soprattutto ad essere felice, nonostante gli ostacoli che la vita ci pone dinnanzi”.

Hanno preso la parola anche medici che hanno conosciuto Giorgio Nordera, stringendo amicizia con lui, e che lo hanno molto stimato: il dott. Renzo Mazzarotto, il dott. Mario Romano e la dottoressa Marian.

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