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Il camionista che ha ucciso Adil al telefono: 'E' successo un casino'

Il giovane lavora per un'azienda di Castellammare di Stabia

Ha 26 anni e vive a Baia e Latina, nell'Alto-Casertano, con la moglie e due figli piccoli di 2 anni e mezzo e un anno il camionista arrestato per la morte di Adil Belakhdim. Subito dopo il fatto, ha telefonato al suo padrino di cresima, un sovrintendente della Polizia di Stato. Gli ha raccontato ciò che aveva fatto "è successo un casino", e subito il poliziotto gli ha detto di "tornare indietro, perchè altrimenti passerai guai peggiori". Il giovane si è poi costituito ai carabinieri. Il giovane lavora per un'azienda di Castellammare di Stabia (Napoli) che si occupa di cibi surgelati; ogni settimana effettuava consegne al Nord per poi tornare a casa nel weekend. Anche ieri, sembra che avesse scaricato i propri prodotti presso la Lidl e doveva tornarsene. Dopo il fatto ha telefonato al suo padrino di cresima un sovrintendente della Polizia di Stato residente a Dragoni, comune vicino a Baia e Latina di cui il 26enne è originario. 

 

IL FATTO - Un presidio per i diritti sul lavoro è finito nel sangue e un sindacalista è morto travolto da un camion. E' accaduto a Biandrate, provincia di Novara, all'ingresso del centro distribuzione Lidl. La vittima è Adil Belakhdim, 37enne di origini marocchine e coordinatore SiCobas per la provincia di Novara. Arrestato il camionista, un 25enne della provincia di Caserta, che si è costituito a un equipaggio dei carabinieri all'altezza del casello autostradale Novara Ovest, dopo una fuga di alcuni chilometri. E' accusato di omicidio stradale, resistenza e omissione di soccorso. "Sono molto addolorato", commenta il premier Mario Draghi, secondo cui "è necessario che si faccia subito luce sull'accaduto", mentre per il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, "è inaccettabile che nel nostro Paese l'esercizio delle libertà sindacali possa mettere a rischio la vita". Secondo la ricostruzione dei carabinieri, e della polizia, il camionista, che lavora per conto di una ditta incaricata dalla Lidl, era in coda dietro ad altri mezzi, all'interno del centro di distribuzione di fronte al quale si era formato un capannello di aderenti al sindacato SICobas, in presidio nell'ambito dello stato di agitazione indetto a livello nazionale. Spazientito dall'attesa, il giovane ha improvvisamente imboccato contromano la corsia di entrata, compiendo alcune accelerazioni nonostante i manifestanti fossero davanti al veicolo. Sul posto erano presenti due agenti in borghese della Digos, che hanno estratto il tesserino e intimato l'alt, ma il camionista ha proseguito la sua marcia a scatti e, superati i cancelli, ha svoltato a destra per raggiungere la strada. Adil Belakhdim è stato travolto dalle ruote sul lato destro del mezzo, che si è poi allontanato. I soccorsi sono stati immediati, ma per il 37enne non c'è stato nulla da fare. A una settimana dagli scontri al presidio dei lavoratori della logistica di Lodi, il caso di Biandrate ricorda l'episodio accaduto nel 2016 a Piacenza, dove Abd Elsalam Ahmed Eldanf, facchino 53enne di origine egiziana, fu travolto da un tir all'esterno di una ditta piacentina di logistica mente era in corso una vertenza tra il sindacato Usb e i vertici dell'azienda. "La morte di un sindacalista, investito durante un presidio sindacale, è un fatto gravissimo, inaccettabile, sul quale è necessario fare presto piena luce", dice il leader della Cgil, Maurizio Landini, che avverte: "Nella logistica si stanno verificando troppi episodi d'intimidazione e di violenza, che mettono seriamente in discussione le libertà sindacali. E questo avviene in un settore, dove anche per effetto del ricorso ad appalti e sub appalti, e dell'applicazione di contratti pirata, i diritti e le tutele fondamentali dei lavoratori sono continuamente calpestati, in un clima spesso da Far West". Unanime il cordoglio e la condanna da parte della politica, i sindacati hanno proclamato lo sciopero per l'intera giornata odierna e per le giornate di sabato e domenica. "Non è possibile morire mentre si esercita il diritto costituzionale ad esprimere la propria opinione e non si devono mai mettere lavoratori contro lavoratori. Il diritto di manifestare è sacrosanto e ogni atto di violenza va condannato", dicono Filcams-Cgil e Filt-Cgil, Fisascat-Cisl e Fit-Cisl e Uiltucs e Uiltrasporti che, "in attesa che la giustizia faccia chiarezza su quanto accaduto", chiedono "un intervento forte, anche a livello istituzionale, per affermare legalità e diritti in un mondo che troppo spesso li ignora".

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