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Regioni: Carloni, tavolo politico permanente con il Mise

"Il Paese riparte dalle Regioni". Commissione a Senigallia

(ANSA) - ANCONA, 09 MAG - Un "Tavolo di confronto politico permanente" tra Regioni e Governo, finalizzato "alla concertazione nella fase ascendente della definizione delle strategie di politica industriale". E' la proposta lanciata al ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti dal vice presidente della Regione Marche Mirco Carloni, assessore alle Attività produttive, durante il meeting nazionale della Commissione Sviluppo Economico (coordinata appunto dalle Marche) della Conferenza delle Regioni a Senigallia. "Questa modalità di stretta collaborazione fra il ministro e gli assessori regionali - ha sottolineato - garantirebbe una sistematizzazione e una massimizzazione degli interventi con evidenti ricadute positive sui territori". Carloni è convinto che "l'economia del Paese ripartirà dalle Regioni. E' infatti nelle realtà uniche territoriali con le loro peculiarità e potenzialità, che possiamo sviluppare politiche economiche mirate ed efficaci che generino un valore più grande a livello nazionale. Dinamismo e capacità di reazione di fronte ai nuovi scenari sono caratteristiche fondamentali per sopravvivere. Le nostre imprese sono chiamate a questa vivacità ma lo siamo anche noi come istituzione". Alla crisi legata alla pandemia si affianca quella generata dal conflitto tra Russia e Ucraina. "Una crisi senza precedenti - ha ribadito il vicepresidente - che ha investito i mercati dell'elettricità e del gas in Europa e che rappresenta una vera e propria emergenza da affrontare con misure di tipo strutturale e di prospettiva". Secondo Carloni, con riferimento alle esportazioni nei settori lusso, turismo e agroalimentare, verso Russia, Bielorussia e Ucraina, le stime di impatto collegate alla guerra e alle sanzioni "costeranno all'Italia circa 9,9 miliardi di euro". "In questo contesto - ha insistito - nessuno si salva da solo. Bisogna fare sistema tra istituzioni ed imprese per sostenere lo sviluppo economico territoriale e nazionale e definire un nuovo approccio, più complesso, articolato e integrato, di politica industriale strategica europea che contempli anche la gestione del rischio delle forniture, specialmente quelle per la transizione digitale e green". (ANSA).
   

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