25 aprile: Osti Guerrazzi,scioperi Genova emblema Resistenza

Storico, furono strumenti di azione diretta, di liberazione

(ANSA) - GENOVA, 22 APR - "A Genova vi fu uno dei più clamorosi episodi di resistenza civile al nazifascismo: gli scioperi che da dicembre 1943 a giugno 1944 videro decine di migliaia di lavoratori incrociare le braccia". Lo ricorda lo storico del fascismo e della Shoah in Italia Amedeo Osti Guerrazzi stamani durante l'orazione ufficiale della seduta solenne del Consiglio regionale della Liguria per ricordare il 76/mo anniversario dalla Liberazione. "La Prefettura e la Questura di Genova collaborarono attivamente alla deportazione in Germania degli operai genovesi durante l'estate del '44 perché 'colpevoli' di non voler lavorare per la Repubblica Sociale - ricorda Osti Guerrazzi - La storiografia ha dibattuto a lungo se le motivazioni degli scioperi genovesi siano state politiche o economiche, ma sotto un regime di occupazione e un regime interno che avevano nella loro storia e aspirazione più profonda il divieto dello sciopero, gli scioperi esaltarono il carattere d'identità collettiva come strumento di liberazione e scoperta o riscoperta dell'azione diretta". Lo storico ha rievocato la deportazione degli ebrei genovesi evidenziando come "il basso clero sia stato in prima linea per salvare i perseguitati per motivi razziali, ma si impegnarono anche figure importanti, come l'arcivescovo Pietro Boetto insieme al dirigente della rete clandestina ebraica Massimo Teglio a Genova, che riuscirono a mettere in salvo numerosi perseguitati nascondendoli in case o conventi o organizzando la fuga in Svizzera". (ANSA).
   

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