Libri: il G8 di Genova fu un fallimento. La sentenza di Mari

Venti anni dopo un cronista giudica i protagonisti del 2001

   GIOVANNI MARI - GENOVA, VENTI ANNI DOPO. IL G8 DEL 2001, STORIA DI UN FALLIMENTO (People editore, 180 pagine, 15 euro). A distanza di 20 anni il G8 di Genova si può storicizzare, su quanto accadde in quel luglio 2001 si può dare un giudizio. E' quanto sostiene il giornalista e scrittore genovese Giovanni Mari (Il Secolo XIX). In quei giorni era in piazza per raccontare, oggi ha voluto emettere una sentenza sull'operato dei protagonisti. Sentenza che è indicata nel titolo: "Fallirono tutti - spiega Mari all'ANSA -. Anche noi giornalisti". "Cosa è accaduto si sa - spiega l'autore -, a me interessava giudicare. Alla fine ho raccontato 8 fallimenti": i capi di stato e i manifestanti, i governi, la politica, l'intelligence, le forze dell'ordine, la magistratura, i media.
    Per ciascuno Mari ha emesso la sentenza dopo avere ricordatro la morte di Giuliani, i disordini, le cariche della polizia, la 'macelleria messicana'. Bush, Prodi e gli altri "passarono come fantasmi a Genova senza toccare temi fondamentali dell'agenda come acqua e ambiente", fallirono D'Alema e Berlusconi. "Fallì l'ntelligence che non si accorse dei segnali o non fu in grado di farsi ascoltare", le forze dell'ordine "sbagliarono strategie e tattiche". Mentre il centrodestra dava la caccia "alle zecche comuniste" e "Fassino toglieva dal corteo il simbolo". Fallì la magistratura "che alzò un polverone sulle forze dell'ordine e poi lasciò correre le prescrizioni, non toccò la catena di comando e i Black Block. E si fece scavalcare dalla Ue sulle torture". "Fallimmo noi giornalisti - dice ancora Mari -, troppo prudenti sulla sospensione della democrazia e incapaci di distinguere tra violenze di manifestanti e forze dell'ordine".
    Fallì il movimento "che aveva ragione ma ha regalato la lotta per i beni comuni a Grillo e la lotta progressista al multinazionalismo al sovranismo incattivito". Il libro dice chi sbagliò strategie , chi guidò i reparti e chi raccontò bugie.
    "E' una analisi amara - dice Mari -. Le forze dell'ordine fallirono in modo eclatante, non per colpa dei singoli. Dispiace per la gente per bene che voleva manifestare e per gli agenti per bene che furono infangati per colpe non loro". 
   

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