Macron, le Regioni siano al centro della ripresa europea

Intervento su democrazia, Lgbt, migranti e nucleare

Redazione ANSA

BRUXELLES - "La presidenza francese includerà nelle sue attività tutte le istituzioni europee anche il Comitato delle Regioni. Senza i rappresentanti locali non avremmo potuto affrontare lo shock della pandemia. Le regioni sono al centro della ripresa, voi siete il volto quotidiano della democrazia europea". Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron intervenendo da remoto al Comitato europeo delle regioni a Bruxelles.

"Siamo in una lotta storica che dobbiamo portare avanti per difendere la nostra democrazia, i nostri valori", ha aggiunto Macron, "La democrazia è sempre più minacciata, rimane fragile in quanto è possibile contestarla, dobbiamo agire per difenderla".

"Dobbiamo proteggere la nostra democrazia, per questo la sovranità dell'Europa, la sua indipendenza, la sua sovranità militare, tecnologica ed industriale è strettamente collegata alla forza della democrazia. Se lasciamo le nostre democrazie in uno stato di debolezza allora periranno", ha sottolineato Macron.

Per esempio, "in vista della prossima presidenza del Consiglio della Ue, la Francia ha intenzione di fare di più" a tutela della comunità Lgbt, "il discorso sull'incitamento all'odio diverrà un reato". Macron ha precisato che l'Eliseo intende anche favorire il "riconoscimento reciproco della patria potestà nella questioni transfrontaliere". "Una parte dei nostri cittadini sono discriminati a causa delle loro origini e per il loro orientamento sessuale ed è una grande ingiustizia", ha aggiunto il presidente francese.

Per quanto riguarda i migranti, "abbiamo bisogno di una migliore protezione delle frontiere esterne con politiche vere ed investimenti solidali ed efficaci", ma anche "strumenti comunitari" che contemplino la "solidarietà in quanto ci confrontiamo con una fenomeno nuovo: le minacce ibride". Obiettivo per Macron è "responsabilità e solidarietà sulla gestione" del fenomeno migratorio, per "evitare comportamenti non cooperativi fra gli stati membri e trovare alla fine "un buon compromesso fra i paesi" Ue.

Infine, sul fronte energetico: "La priorità dell'Europa è uscire dal carbone e per farlo e per mantenere allo stesso tempo la sostenibilità delle forniture di elettricità per i nostri concittadini, gli stati membri andranno verso le rinnovabili, ma anche verso il gas e il nucleare". "Il gas ed ed il nucleare non sono equivalenti in termini di produzione C02, il gas è una energia fossile che produce più C02 del nucleare - ha aggiunto -. Ma consumare più gas significa importarne dalla Russia e da altre potenze, in quanto noi non ne abbiamo nelle nostre terre". Il "nucleare può essere una soluzione" e "per tutti questi motivi sono un difensore del nucleare inquadrato nella tassonomia".

 

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