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La Corte europea dei diritti umani dichiara "irricevibile" il ricorso di sei avvocati italiani contro le misure Covid 

Non hanno dimostrato "di essere vittime di una violazione dei loro diritti"

Redazione ANSA

STRASBURGO - La Corte europea dei diritti umani ha stabilito che il ricorso di sei avvocati italiani contro le misure introdotte dal governo nel gennaio del 2022 per contenere la pandemia di Covid-19 è inammissibile, perché non hanno dimostrato di essere stati vittime di una violazione dei loro diritti.

Il ricorso arrivato alla Corte il 15 marzo del 2022, è stato presentato da sei legali. Quattro tra loro appartengono al foro di Padova, uno a quello di Vicenza e l'ultimo a quello di Larino in provincia di Campobasso.

Nel rivolgersi alla Cedu hanno sostenuto che le misure in vigore dal primo febbraio al 30 aprile 2022, che richiedevano l'esibizione del pass verde per l'accesso ai tribunali e alle carceri certificando anche l'avvenuta vaccinazione per coloro che erano ultracinquantenni e non potevano dimostrare di essere guariti, hanno violato tra l'altro il loro diritto ad assistere i clienti e sono state un'indebita restrizione della loro attività. Ma i togati di Strasburgo hanno affermato che gli avvocati non hanno presentato alcun documento che provi quanto affermano.

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