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Inviata a Roma la lettera d'infrazione sui Balneari

Ma "non pregiudica trattativa". Due mesi di tempo per rispondere

Redazione ANSA BRUXELLES

BRUXELLES - La lettera della Commissione Ue, contenente il parere motivato dell'esecutivo europeo sul dossier delle concessioni dei Balneari, è stata inviata a Roma. L'invio della missiva sancisce un passo avanti nella procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per il mancato adeguamento alla direttiva Bolkenstein.

"Abbiamo inviato un parare motivato" sulle concessioni balneari italiane e questo "dà ora al governo italiano due mesi per fornire risposte e allora decideremo sui prossimi passi. La nostra preferenza è sempre di trovare un accordo con gli Stati membri, piuttosto che andare in giudizio. E' un parere motivato e non pregiudica le trattative continue che avremo con le autorità italiane", ha spiegato una portavoce della Commissione Ue nell'incontro quotidiano con la stampa.

Il titolo della missiva - Concessioni balneari in Italia - Violazione della Direttiva e dei Trattati in funzione dell'Ue - con il parere motivato dell'esecutivo europeo è visibile nella pagina web della Commissione che contiene e aggiorna gli atti relativi alle procedure di infrazioni aperta. La data riportata è quella odierna.

Contrariamente a quanto accade di prassi, tuttavia, la lettera non è stata indicata nel comunicato stampa comunitario che, il giovedì, da' gli ultimi aggiornamenti sulle procedura. Di conseguenza, al momento, la lettura del parere motivato non è disponibile. Uno Stato membro, una volta che riceve il parere motivato della Commissione su un caso specifico, ha due mesi di tempo per rispondere e adeguarsi alle norme Ue.

"Abbiamo inviato un parare motivato" sulle concessioni balneari italiane e questo "dà ora al governo italiano due mesi per fornire risposte e allora decideremo sui prossimi passi. La nostra preferenza è sempre di trovare un accordo con gli Stati membri, piuttosto che andare in giudizio. E' un parere motivato e non pregiudica le trattative continue che avremo con le autorità italiane", ha detto una portavoce della Commissione Ue nell'incontro quotidiano con la stampa.

L'esito del Tavolo tecnico sui Balneari diffusi dal governo a ottobre, secondo cui la quota di aree occupate dalle concessioni equivale al 33% delle aree disponibili, "non riflette una valutazione qualitativa delle aree in cui è effettivamente possibile fornire servizi di concessione balneare" e "non tiene conto delle situazioni specifiche a livello regionale e comunale". E' quanto si legge nella lettera, visionata dall'ANSA, recapitata al governo dalla Commissione Ue. Nel parere motivato, di 31 pagine, Bruxelles chiede all'Italia di adeguarsi alla direttiva sui servizi entro due mesi dal ricevimento della missiva.   

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