Schinas: "Croazia, Bulgaria e Romania sono pronte per Schengen"

La decisione sui tre Paesi, ma l'Austria insiste a porre il veto. Poi il punto sul dossier immigrazione

Redazione ANSA

BRUXELLES - Per i vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas "Croazia, Bulgaria e Romania sono tecnicamente pronti a entrare in Schengen, hanno fatto tutto quello che abbiamo chiesto loro e anche di più". I dubbi rimanenti "sono di natura politica e spero che il buon senso prevalga", ha detto arrivando alla riunione del Consiglio Ue dei ministri degli Affari Interni, nella quale si voterà sulla piena adesione di Croazia, Romania e Bulgaria all'area Schengen.

"L'Ue è più forte se Schengen si allarga", una decisione che porterebbe "a più controlli, non meno", ha continuato Schinas. Sul tavolo anche la possibilità che la votazione sulla Croazia avvenga separatamente rispetto a quella su Bulgaria e Romania, per la quale c'è maggiore disaccordo tra le capitali. "Croazia, Romania e Bulgaria sono pronte a proteggere le nostre frontiere ed è ingiusto non dare loro oggi o nei prossimi giorni l'opportunità che meritano", ha continuato Schinas. Ma subito dopo il ministro degli Interni austriaco Gerhard Karner ha dichiarato che il suo Paese porrà il veto alla decisione.

Durante la riunione i ministri faranno anche il punto sul pacchetto legislativo del Patto sull'Immigazione e l'Asilo proposto dalla Commissione europea nel 2020. "Vogliamo finalizzare oggi il concetto di solidarietà e responsabilità all'interno del Patto sulla migrazione in vista della presidenza svedese, abbiamo il consenso degli Stati membri, è un fatto positivo compreso tra i successi della nostra presidenza", ha detto Vít Rakušan, ministro dell'Interno della Repubblica Ceca.

La base per la discussione sarà un documento della presidenza ceca che include delle linee guida utili a raggiungere un possibile compromesso tra le esigenze di solidarietà e quelle di responsabilità in campo migratorio. "Oggi mi aspetto che il Consiglio sostenga a livello politico la proposta della presidenza sulla solidarietà all'interno del Patto sulla migrazione e l'asilo e del suo bilanciamento con l'aspetto della responsabilità", ha detto la commissaria europea per gli Affari interni Ylva Johansson. I lavori andranno avanti con un pranzo di lavoro sulla dimensione esterna del dossier e sui rimpatri.

Johansson ha detto di aspettarsi un via libera dei ministri sull'avvio dei negoziati col Parlamento Ue per l'adozione definitiva di quattro sezioni del Patto che riguardano rispettivamente il sistema di registrazione dei migranti Eurodac, la direttiva sulla qualificazione dei Paesi terzi, la proposta della Commissione per sulle strutture di accoglienza e la raccomandazione sui ricollocamenti.

"Il sistema attuale non funziona ed è estremamente importante continuare a lavorare sul Patto per la migrazione e l'asilo e la presidenza svedese lo farà". Lo ha detto Maria Malmer Stenergard, ministro delle Migrazioni della Svezia. "A livello tecnico abbiamo visto importanti passi avanti nel corso della presidenza ceca e noi continueremo in questa direzione. Allo stesso tempo, nell'ambito dei lavori sul Patto, dobbiamo far sì che il sistema di Dublino funzioni e che i migranti vengano registrati e questo è un punto su cui la presidenza svedese lavorerà". La Svezia è uno dei Paesi che, insieme a Germania, Francia, Paesi Bassi, Austria, Danimarca, Lussemburgo e Belgio, pone la questione dei movimenti secondari, ovvero degli spostamenti dei migranti all'interno dell'Unione Europea dopo l'arrivo nei Paesi d'ingresso, che stando alle regole del trattato di Dublino hanno l'obbligo di registrare le persone.

"Affronteremo oggi il Patto sulla migrazione e l'asilo, che è la questione nucleare di questa legislatura dal punto di vista di politica interna". Lo ha detto Fernando Grande-Marlaska Gómez, ministro degli Affari interni della Spagna. "Speriamo di poter concludere l'avanzamento sulla road map che permetta entro il febbraio del 2024 di chiudere la riforma, così come concordato tra Consiglio e Parlamento", ha precisato.

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