Mostre: a Lecce 'dalla Terraferma alla Terra Promessa

Nelle foto i profughi ebrei sopravvissuti ai campi di sterminio

Redazione ANSA LECCE

(ANSA) - LECCE, 26 OTT - E' stata presentata oggi al Museo Ebraico di Lecce la mostra "Dalla Terraferma alla Terra Promessa: Aliya Bet dall'Italia a Israele, 1945-1948", organizzata con il contributo di Pugliapromozione, in collaborazione con Museo Eretz Israel di Tel Aviv e Fondazione Museo della Shoah di Roma. Inaugurata nel 2016 presso il Museo Eretz Israeldi Tel Aviv, in Israele, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la mostra è stata ospitata a Milano, Roma e La Spezia, ottenendo largo consenso di pubblico.
    La mostra narra, attraverso un suggestivo percorso di immagini d'epoca con estese didascalie, uno dei più importanti periodi della storia ebraica, successivo alla tragedia della Shoah e annunciatore della costituzione dello Stato d'Israele.
    Le belle foto in bianco e nero documentano la permanenza dei profughi ebrei, per la maggior parte sopravvissuti ai campi di sterminio, nei campi di transito organizzati in Italia, soprattutto in Puglia, nel periodo seguente la loro liberazione e la loro partenza per l'emigrazione clandestina in Terra d'Israele. Nel suo intervento il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha voluto ringraziare "tutti coloro che si sono prodigati per questa mostra che racconta delle storie bellissime, anche solo le fotografie sono fotografie di tensione, la tensione del viaggio, l'ansia e tutto ciò che serve per preparare un ritorno. Siamo felici che la penisola salentina sia stato il trampolino per migliaia e migliaia di nostri fratelli e sorelle per ricostruire una patria, una terra dove vivere". "Sono particolarmente orgoglioso - ha commentato l'assessore regionale alla Cultura Massimo Bray - che Lecce ospiti questa mostra. Credo sia un segno di attenzione doveroso verso una delle pagine più dolorose dell'umanità. Un momento importante per avvicinare le nuove generazioni alla storia dei profughi sopravvissuti alla Shoah, la necessità, come ci ricorda sempre la senatrice Segre, di difendere il valore della memoria".
    (ANSA).
   

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