Natura e vita, l'occhio di Lisetta Carmi

A Termoli gli scatti in Sardegna tra il '62 ed il '76

di Luciano Fioramonti ROMA

 TERMOLI - Natura e vita, paesaggio e rituali quotidiani, un mondo in apparenza scomparso eppure così radicato nella memoria collettiva. Documenta una Sardegna suggestiva e potente il racconto descritto dalla mostra che il Museo di Arte Contemporanea di Termoli dedica a Lisetta Carmi con gli scatti realizzati dalla grande fotografa nei viaggi nell' isola compiuti tra il 1962 e il 1976. ''Voci allegre nel buio'', a cura di Luigi Fassi e Giovanni Battista Martini, in collaborazione con l'Archivio dell' artista, è una rilettura della mostra prodotta dal MAN di Nuoro nel 2020 (Catalogo Marsilio) e in 70 immagini e materiali inediti illustra il lavoro di una delle voci italiane più autorevoli della fotografia del secolo scorso. L' esposizione è a ingresso libero per i visitatori con Green Pass. ''Grazie a questa mostra costruiamo un ponte metaforico tra la Sardegna e il Molise - sottolinea Caterina Riva, direttrice del museo -. Sono felice che un nuovo pubblico possa scoprire il lavoro di una figura centrale del Novecento italiano, e abbracciare con lo sguardo un paesaggio naturale, sociale e antropologico comune". Al Macte i curatori pongono appunto l'accento ''su quei tratti in comune che caratterizzano il paesaggio del Sud Italia: scatti del paesaggio che si modifica con l'intervento umano, i corsi d'acqua, la pastorizia e la montagna si accompagnano a ritratti di vita sociale, di lavoro e di celebrazioni''. Due sale ospitano una selezione di opere della collezione permanente del museo che articolano diverse interpretazioni di "paesaggio", come nelle opere della Collezione del Premio Termoli di Elisa Montessori, Luca Patella, Bianca Santilli, Mario Schifano, Giulio Turcato e di Eugenio Carmi, fratello di Lisetta.
    Annalisa 'Lisetta' Carmi, è nata a Genova nel 1924 in una famiglia borghese di origini ebraiche. A dieci anni cominciò a studiare pianoforte. Nel 1938, quando furono emanate le leggi razziali, venne espulsa dalla scuola e si concentrò sul suo strumento, che definì ''il mio unico compagno''. Quando scoppiò la seconda guerra mondiale la famiglia si trasferì in Svizzera per sfuggire alle persecuzioni. Tornata a Genova dopo la fine della guerra, Carmi si dedicò alla carriera di pianista e si esibì in concerti in Italia e all' estero . Nel 1960 chiuse con la musica e cominciò a dedicarsi, da autodidatta, alla fotografia come mezzo di impegno politico e di personale ricerca interiore. Tra i sui reportage, quello sui lavoratori del porto della città. Il suo impegno nella fotografia è proseguito con numerosi viaggi in Israele tra il 1958 e il 1967, quindi in America Latina nel 1969, per spostarsi poi in Oriente, visitando l'Afghanistan, il Pakistan, l'India e il Nepal. Nel 1972 pubblica il volume I travestiti, che provoca un certo scandalo nell' Italia dell' epoca. Il suo impegno con la fotografia si è concluso sul finire degli anni Settanta. In uno dei viaggi in Oriente ha conosciuto la guida spirituale Babaji, un incontro che segna una svolta radicale nella sua vita e la porta nel 1979 a fondare l'ashram Bhole Baba a Cisternino, in Puglia, dove si dedica alla pratica e alla divulgazione degli insegnamenti del suo maestro. (ANSA).
   

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