Bologna medievale in mostra a Nashville

L'arte all'ombra dell'Alma Mater tra codici, dipinti e sculture

di Alessandra Baldini NEW YORK

NEW YORK - Bologna medievale e l'arte prodotta nella più antica città universitaria del mondo sono al centro di una mostra a Nashville in Tennessee. La rassegna al Frist Art Museum è la prima negli Stati Uniti a puntare i riflettori sulla produzione artistica tra Duecento e Quattrocento all'ombra dell'Alma Mater. Codici miniati, dipinti e sculture per un totale di circa 70 oggetti raccontano per oggetti gli anni in cui la presenza di professori e studenti a Bologna fece da catalizzatore a una fiorente industria del libro in cui i testi per l'insegnamento del diritto o della medicina venivano illustrati da artisti della miniatura con scene bibliche o di vita scolastica.
    Nashville, oltre che essere città della musica, è anche una città universitaria, e il Frist, fondato dal magnate degli ospedali Thomas Frist, è un museo singolare in quanto non ha una collezione permanente ma ospita invece mostre organizzate dai suoi curatori o venute dall'estero. Le opere di "Bologna Medievale" vengono stavolta quasi tutte da musei, biblioteche e collezioni private americane tra cui il Getty, la National Gallery e il Metropolitan, la Biblioteca del Congresso e la Public Library di New York, con qualche prestito dal Museo Civico Medievale di Bologna: tra queste una miniatura raffigurante il mercato di Porta Ravegnana, che è anche una delle più famose immagini della Bologna medievale, e un pannello a rilievo dalla tomba del giureconsulto Lorenzo Pini proveniente dalla Cattedrale di San Pietro. I professori godevano a Bologna di un alto stato sociale ed erano sepolti in arche di pietra riccamente decorate come quelle che ancora oggi si ergono davanti alle chiese di San Domenico e San Francesco, entrambi centri di ritrovo per studenti di diritto e di medicina. Ispirata ai lavori del direttore del Museo Civico Medievale, Massimo Medica e organizzata dalla curatrice Trinita Kennedy, la mostra esplora come la città, con i suoi portici, le torri, la piazza principale e le chiese degli ordini mendicanti divenne un centro di alta cultura alla fine del Medioevo con una particolare specializzazione nella produzione di testi di studio. A Bologna si studiavano non solo legge o medicina, ma anche grammatica, retorica, dialettica, aritmetica, astronomia, geografia e musica e i manoscritti circolavano in un fiorente mercato di scribi, miniatori, librai e scriptoria monastici.
    (ANSA).
   

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