Un Big Bird calviniano vola sul tetto del Met

Personaggio dei Muppets sospeso tra la Terra e la Luna

di Alessandra Baldini NEW YORK

NEW YORK - Un Big Bird "calviniano" vola sulla terrazza del Met: è ispirata alle "Cosmicomiche" di Italo Calvino l'ultima installazione dell'artista americano Alex Da Corte inaugurata sul tetto del museo, con il personaggio dei Muppets appollaiato su una luna di latta a guardare il verde di Central Park e, oltre gli alberi, la foresta di torri supersottili che hanno cambiato lo sklyline di Manhattan. "Fino a Che Dura il Sole" prende il nome dall'omonimo racconto pubblicato da Calvino nel 1968 con l'antologia "La memoria del mondo e altre storie cosmicomiche".

Mescolando elementi umoristici e fantascientifici come nelle precedenti "Cosmicomiche", la voce narrante Qfwfq parla stavolta di suo nonno, il Colonnello Eggg, e delle ragioni per cui ha scelto di andare a vivere proprio sulla Terra. Da Corte ha cominciato a lavorare all'installazione un anno fa nel suo studio di Filadelfia, mentre la pandemia cominciava a stringere la sua morsa sul pianeta. Prendendo a prestito dai Muppets - le settemila piume di alluminio di Big Bird sono però blu anziché il giallo canarino delle trasmissioni televisive per l'infanzia - ma anche dai "mobiles" dell'artista americano Alexander Calder che fanno da contrappeso alla luna, il pennuto delle fiabe tiene in mano una piccola scala che suggerisce la possibilità di un passaggio sulla terra o verso altre galassie: e qui un'altra citazione di Calvino che nella prima Cosmicomica, "La distanza della Luna", aveva evocato un satellite a distanza di bacio dalla Terra. Blu è il colore della malinconia, ma la scelta è anche un omaggio alle associazioni personali dell'artista con Big Bird: Da Corte, che è nato in New Jersey, è vissuto fino a otto anni in Venezuela e da bambino guardava "Vila Sésamo", la versione brasiliana dei Muppets, in cui la controparte del canarino gigante si chiama Garibaldo e ha le piume blu. Ed ecco dunque che Big Bird fa l'altalena, spinto dal vento, seduto sullo spicchio di luna, apparentemente incerto se scendere a terra o volare verso il cielo in cerca di altri soli, come "nonna Ggge", la moglie del vecchio Eggg, vorrebbe far fare alla famiglia, mentre il Colonnello è soddisfatto di essersi ambientato sul pianeta dove "in quattro miliardi di anni si sono abbastanza ambientati: hanno fatto qualche conoscenza...e adesso hanno dei vicini sullo stesso pianerottolo, certi Cavicchia, che sono proprio buona gente, vicini con cui ci si aiuta, ci si scambia delle gentilezze".

Secondo Max Hollein, il direttore del Met, questo "Big Bird evoca nozioni di incertezza, nostalgia, tristezza e speranza, così presenti nei tempi difficili che stiamo vivendo". Da Corte ha dedicato "As Long as the Sun Lasts" a suo padre, un venezuelano emigrato in America per trovare, proprio come il Colonnello Eggg, una nuova casa: "E' bellissimo chiedersi cosa stia guardando Big Bird", ha detto l'artista al New York Times. "Forse il tramonto".

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