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Notte, l'omaggio del Maxxi a Jannis Kounellis

Notte, l'omaggio del Maxxi a Jannis Kounellis

A sei anni dalla scomparsa, tre opere raccontano il suo genio

ROMA, 13 dicembre 2023, 16:04

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"Negli anni Sessanta mi hanno chiamato artista, perché non sapevano come definire un mucchio di carbone. Ma io sono un pittore". Così diceva Jannis Kounellis (Pireo 1936 - Roma 2017), maestro pioniere di quelle ricerche che hanno profondamente modificato il rapporto tra l'opera e chi la osserva. A sei anni dalla scomparsa, il Maxxi gli rende omaggio - il primo ufficiale a Roma da allora - con Jannis Kounellis. Notte (fino al 30 aprile), mostra a cura di Luigia Lonardelli. "È estremamente importante rivedere dopo anni Jannis Kounellis qui al Maxxi", commenta il presidente Alessandro Giuli, ricordando i fili intrecciati più volte tra l'artista e il Museo nazionale delle Arti del XXI secolo. Tre le opere oggi in mostra nella scenografica Galleria 5, "tutte poco viste.
    Abbiamo cercato - spiega la curatrice - di trattare l'allestimento come se stessimo dipingendo uno spazio, partendo dall'architettura di Zaha Hadid. E in sottrazione ci sembra di aver ritrovato anche Kounellis". Il suo lavoro "è un'ode alla libertà e a guardare la Storia come metafora dei percorsi individuali".
    Ad aprire è Senza titolo (Notte), opera del 1996 che incarna "una delle sue grandi intuizioni: trattare le lettere come fossero pittura e quindi icona". Nel frattempo, con Senza titolo (Nabucco), azione presentata per la prima volta a Palazzo delle Esposizioni a Roma nel 1970, "ci arrivano frammenti del Va' pensiero completamente destrutturato". Eppure, "la nostra mente è in grande di riconoscerlo".
    Infine, l'installazione concepita nel 2003 per il chiostro del Monastero di San Lazzaro degli Armeni a Venezia, che qui poggia sui montanti della vetrata simbolo del Maxxi. Una pioggia di piatti da bilancia sospesi in verticale, con composizioni di bicchieri e brocche di vetro, in "un'opera - conclude Lonardelli - che ci parla delle nostre fragilità".
   

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