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Alimentare: Clai scommette sui giovani, vetrina a Cibus

Il dg D'Angeli, assunte 21 persone nell'anno della pandemia

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"Giovani, sostenibilità e meritorietà". Sono i tre pilastri del futuro di Clai, Cooperativa Lavoratori Agricola Imolesi, sede a Sasso Morelli, in vetrina al salone Cibus di Parma con uno stand che offre una ricca selezioni di prodotti salumi e di altri suoi marchi (Zuarina, brand storico nella produzione del prosciutto crudo di Parma, e Faggiola, azienda di prodotti caseari tipici toscani). "Vogliamo e dobbiamo investire nel futuro portando i giovani in azienda, ma anche creare una cultura aziendale con gli anziani che devono avere voglia di insegnare il mestiere", ha spiegato Pietro D'Angeli, direttore generale di Clai, nella tavola rotonda di Cibus 'Made in Italy agroalimentare e le indicazioni geografiche: le strategie per spingere la crescita' alla quale ha partecipato anche il ministro alle Politiche agricole Stefano Patuanelli.
Più che uno slogan è una traduzione di concretezza quella dell'azienda emiliana. Parlano i numeri: "Sei dipendenti assunti negli ultimi mesi per un totale di 21 nell'ultimo anno nonostante la pandemia, durante la quale non abbiamo fatto una sola ora di cassa integrazione - ha continuato D'Angeli - Portiamo da sempre avanti il 100% della filiera italiana. Ma la vera sostenibilità sono le persone. Il futuro sono i giovani e diamo grande attenzione al passaggio generazionale, consegnando loro un'azienda sviluppata e migliorata. Portare i giovani in azienda però non è un semplice passaggio di conoscenze. Dobbiamo portarli da noi affamati di sapere e di conoscenza, ma gli anziani devono avere voglia di insegnare loro. Così facendo, il risultato sarà sempre superiore alla somma. Viviamo un momento decisivo: a metà tra la fase di emergenza della pandemia e un nuovo inizio. Le regole del passato sono saltate, ogni azienda deve decidere di nuovo cosa vuole essere, quali sono i suoi valori, i capisaldi da proteggere e intorno ai quali costruire la propria ragion d’essere".
Clai ha le idee chiare. "Vorremmo offrire un contributo per il rilancio del Paese - ha spiegato il manager in occasione di Cibus - Oggi è più che mai necessario un cambio di passo sostanziale, che estenda il concetto di 'cooperazione' a tutto il sistema coinvolto, tra produttori e consumatori, che vada oltre la semplice dimensione dello scambio economico e faccia riferimento a obiettivi condivisi di sostenibilità sociale e ambientale. Quello agroalimentare è un settore forte e pieno di risorse, può essere il traino principale della ripresa economica. Bisogna però ragionare in termini di sistema, smettendo di agire unicamente per il tornaconto della propria realtà. Per poter crescere sui mercati internazionali è fondamentale che la nostra straordinaria filiera, vero valore aggiunto per l’intera economia nazionale, si prefigga obiettivi comuni e tutte le aziende lavorino insieme per raggiungerli".

In collaborazione con:
CLAI

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