Passo avanti per Plato, il cacciatore europeo di mondi alieni

Importante il contributo italiano alla missione con Asi e Inaf

Redazione ANSA

Nuovo passo avanti per Plato, il 'cacciatore' di pianeti alieni che l'Agenzia Spaziale Europea (Esa) intende lanciare nel 2026: la missione ha ricevuto il via libera a completare il processo di costruzione del satellite e la realizzazione in serie dei suoi 26 telescopi, a cui l’Italia contribuisce sotto il coordinamento dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e la supervisione dei ricercatori dell'Istituto nazionale di Astrofisica (Inaf).

“Plato è una missione straordinaria: introduce, per certi versi, filosofie di produzione di serie nell’ambito spaziale laddove normalmente si impiegano strumenti unici, prototipi", commenta Mario Salatti, Program manager di Asi per lo sviluppo della parte ottica dei telescopi. "La necessità di produrre 26 camere sostanzialmente identiche tra loro ha posto difficoltà inedite sia sul fronte dello sviluppo di un payload così complesso, sia sul fronte del satellite che dovrà gestirlo in maniera ottimale in volo. La Critical Milestone Review è stato un passo necessario per Plato: il fatto di averla superata con successo fornisce ulteriore carica ai membri del team per affrontare la seconda e conclusiva fase implementativa della missione”.

La prossima tappa cruciale sarà la Critical Design Review del satellite, che nel 2023 verificherà il progetto dettagliato dell’intero veicolo spaziale prima di procedere con il suo assemblaggio.

Dopo il lancio, attualmente previsto per la fine del 2026, Plato (PLAnetary Transits and Oscillations of stars) viaggerà verso il secondo punto di Lagrange (L2) del sistema Terra-Sole, a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, in direzione opposta al Sole. Da qui osserverà più di 200.000 stelle durante i suoi quattro anni di funzionamento nominale, alla ricerca di decrementi regolari nella loro luce causati dal transito di un pianeta attraverso il disco della stella. L'analisi di questi transiti e delle variazioni di luce stellare consentirà di determinare con precisione le proprietà degli esopianeti e delle loro stelle ospiti.

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