Giornata nazionale dello Spazio, l'Italia si prepara al futuro

Colao, fra 5-10 anni nuove opportunità di lavoro. Saccoccia, dedicata a un settore cruciale

Enrica Battifoglia

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ha “grandi risorse” da dedicare allo spazio, per potenziare le attività del Paese in questo settore e che fra 5-10 anni potrà offrire nuove opportunità di lavoro: così il ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale con delega allo Spazio, Vittorio Colao, ha inaugurato con il presidente dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Giorgio Saccoccia, la prima Giornata nazionale dello spazio, istituita dalla presidenza del Consiglio dei ministri e coordinata dall’Asi, che prevede iniziative in tutta Italia.

“Il Pnrr vuole dedicare gradi risorse per potenziare quello il nostro Paese che potrà fare nello spazio e l’Asi è l’attore principale, che dovrà orchestrare l’impiego delle risorse”, ha detto Colao, che ha scelto di parlare rivolgendosi direttamente ai ragazzi delle scuole presenti nell’Auditorium dell’Asi e ai giovani in generale.

“La Giornata nazionale dello spazio è per voi ragazzi, vogliamo farci capire le opportunità che lo spazio darà alla vostra generazione”. Le opportunità che arriveranno dal settore spazio sono moltissime”, ha detto ancora Colao, citando l’evoluzione dei lanciatori, dei satelliti e dell’uso dei loro dati. “Il bello dell’economia dello spazio – ha aggiunto - è che ci sarà da fare per tutti”, con “opportunità lavorative non solo per astronauti o astrofisici, ma per chi ha voglia di utilizzare le informazioni dallo spazio per servizi sulla Terra”.

Parlando della sua esperienza ha quindi detto ai ragazzi: “ho cominciato a occuparmi dello spazio pochi mesi fa e prima pensavo che fosse una materia tecnica, per ingegneri e fisici. Invece a poco a poco mi sono appassionato e il pensiero che mi è venuto è che se fossi giovane mi pacerebbe trovare un ruolo e una passione in tutto quello che c’è nello spazio”.

Sono tre, per il ministro, le “ragioni per cui lo spazio è avvincente”: la prima è il passaggio dal pubblico al privato, con le nuove opportunità offerte dalla New Space Economy; la seconda è il trasferimento tecnologico, con le applicazioni della ricerca spaziale alla vita comune; la terza è l’esigenza di scrivere nuove regole internazionali nel momento in cui, per esempio, i satelliti sono aumentati da poche centinaia a migliaia.

Saccoccia, lo spazio è un settore cruciale per l'Italia

E’ dedicata a un settore “sempre più importante per la società e affascinante”, ha detto il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Giorgio Saccoccia.

Dal lancio del San Marco, con il ruolo pionieristico di Luigi Broglio, e dalla piattaforma di lancio a Milindi Saccoccia ha ripercorso E’ stata una presentazione dell’Italia nello spazio a tutto tondo, quella che Saccoccia ha ripercorso i quasi 60 anni dello spazio italiano: dai grandi progetti per l’osservazione della Terra, come la costellazione Cosmo SkyMed, alla partecipazione del nostro Paese e della sua industria, con Leonardo, alla costruzione della Stazione Spaziale Internazionale, fino ai sette italiani che fanno parte del corpo astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). E ancora il ruolo importante dello spazio italiano nelle missioni di ricerca, dalla storica Cassini che ha esplorato Saturno e le sue lune a Ixpe, lanciata il 9 dicembre da Nasa e Asi.

Un’attenzione particolare, ha detto ancora Saccoccia, meritano i servizi satellitari: “un tempo la connettività dallo spazio forniva solo collegamenti Tv, ma adesso internet si sta trasformando perché dai collegamenti terrestri si passa a quelli via satellite”.

 

Messa, dal Miur 700 milioni l'anno

Ammontano a 800 milioni in dieci anni , nell'ambito dei programmi europei, e a 700 milioni l'anno per la ricerca, i finanziamenti destinati al settore spaziale dal ministero per l'Università e la Ricerca. Lo ha detto oggi il ministro Maria Cristina Messa nell'evento organizzato dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) in occasione della prima Giornata nazionale dello spazio.
"Gli impegni del ministero dell'università e della ricerca, nell'ambito della ricerca con particolare riguardo allo spazio, nascono molto tempo fa e stanno aumentando nel tempo" ha detto il ministro. "Il ministero finanzia interamente con circa 800 milioni di euro i programmi opzionali sottoscritti nel corso del Consiglio ministeriale di Lucerna del 2016", ha precisato, riferendosi alle decisioni prese nella conferenza dei ministri della Ricerca dei Paesi membri dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). "In maniera strutturale - ha proseguito Messa - il ministero finanzia gli enti di ricerca e approssimativamente ogni anno investe circa 700 milioni di euro per la ricerca in questo settore".

Buoni i ritorni economici dalla partecipazione ai programmi di ricerca europei: in Horizon2020 il nostro Paese ha avuto, come ritorno, 91 milioni di euro, il 13% circa del budget disponibile per il comparto spazio. È un ritorno - ha rilevato il ministro - che rende conto di come questi soldi che l'Italia investe nella ricerca hanno un ritorno e un impatto immediato anche dalla competizione europea". Adesso, ha proseguito, "ciò che vogliamo fare da oggi è seguire il filo rosso di questa ricerca: essendo in vari enti, Università, industria, rischia di perdersi, di non dare conto di quanto viene fatto. Il ministero si fa collettore di tutto quello che viene prodotto, considerando che è una ricerca che attraversa tutti i settori, dalla fisica di base alle applicazioni, con interlocutori molto variegati".

Italia quarta nel settore per export

L’Italia vanta un buon posizionamento competitivo nel settore della Space Economy con una quota sulle esportazioni mondiali del 6,9% e si posiziona al quarto posto tra i principali leader, dopo Stati Uniti, Francia e Germania. E' quanto emerge da un report della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

L’analisi dei dati italiani aggiornati al 2020 evidenzia come siano due i mercati più rilevanti, sia in termini di sbocchi commerciali che come fonte di approvvigionamento: Francia e Germania, riflettendo anche le strette relazioni che si creano nella partecipazione a progetti europei. Anche in termini di attività innovativa l’Italia evidenzia un buon risultato, collocandosi al quinto posto tra i principali paesi brevettatori, con una quota del 4,1% sui brevetti mondiali afferenti alla Space Economy (anni 2013-2018), che si raffronta con l’undicesima posizione per il totale brevetti, rivelando una buona specializzazione nelle attività spaziali, come conferma anche l’indice Rta (Revealed Technology Advantage), su valori superiori a 2, ai primi posti tra le principali economie.

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