Amazon web services (Aws), in Italia 2 miliardi di investimenti entro il 2029

Verso il cloud dell'innovazione

Leonardo De Cosmo

Due miliardi di euro di investimenti e un impatto sul Pil (Prodotto Interno Lordo) italiano stimato in 3,7 miliardi distribuiti entro il 2029: sono gli obiettivi pianificati da Amazon Web Services (Aws), l’azienda del gruppo Amazon che fornisce servizi di cloud computing, relativi alla Region di Milano.

“Numeri che testimoniano una serie di investimenti molto importante in Italia – ha detto Carlo Giorgi, managing director di Aws Italia – e soprattutto dimostrano un impegno di lungo periodo per la digitalizzazione del nostro Paese che sappiamo essere in ritardo rispetto ad altri paesi europei. Se non aumentiamo la nostra competitività digitale nei prossimi anni continueremo ad essere in ritardo anche sulla competitività economica perché l’economia è sempre più in un’economia digitale”.

Complessivamente 2 miliardi di euro nel decennio 2020-2029, di cui 107 milioni già investiti in questo primo anno e mezzo, che impatteranno sul Pil nazionale per 3,7 miliardi e che secondo il rapporto presentato oggi da Aws, sosterranno una media di 1.155 posti di lavoro ogni anno distribuiti tra fornitori locali, nella filiera connessa ai data center e alle catene di approvvigionamento di beni di consumo, e in ruoli qualificati, come edilizia, ingegneria, programmazione di computer e telecomunicazioni.

Gli ambienti cloud diventano i nuovi garage dell’innovazione, dove sperimentare anche con IA e computer quantistici
Luoghi unici in cui poter sperimentare con tecnologie incredibili – come Intelligenza artificiale, computer quantistici o blockchain – impossibili da sviluppare per una singola azienda: gli ambienti cloud sviluppati da Amazon Web Services (Aws) sono oggi in qualche modo i nuovi garage da cui prese vita la prima rivoluzione digitale dei primi programmatori e costruttori di computer. “La tecnologia cloud è nata con Aws 16 anni fa e la stessa parola cloud è iniziata a diffondersi con i nostri servizi”, ha detto Giorgi.

“Inizialmente erano servizi di base, ossia di infrastruttura quindi storage o database, poi gradualmente – ha proseguito Giorgi – sono evoluti sempre più in servizi innovativi, oltre 200, e sono nate migliaia di features, servizi personalizzati per soddisfare le necessità dei clienti all’interno di ogni servizio, e servizi innovativi come gli Analytics oppure strumenti per l’Internet of Things (IoT) o algoritmi di machine learnig”. Sempre più diffusi diventano anche blockchain, Intelligenza artificiale o addirittura il quantum computing, alcune delle tecnologie a maggior tasso di innovazione e le cui potenzialità si iniziano solo adesso a intravedere. “Vediamo sempre più società non solo sfruttare servizi di base ma - ha concluso - fare progetti sempre più innovativi proprio usando questi servizi più avanzati”.

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