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Hairclinic lancia ‘protocollo inclusivo’ contro la calvizie

5 step personalizzati ‘neutralizzano’ l’alopecia senza chirurgia

Milano ANSAcom
“Anni di terapie contro l’alopecia concentrati in una sola sessione”: così descrive il dottor Mauro Conti, direttore scientifico di Hairclinic Italia, il protocollo ‘multidisciplinare’ di medicina rigenerativa inclusiva ‘bSBS’, che “in una sola seduta equivale a più di 36 microprovette” del classico ‘Prp’, l’infiltrazione di plasma ricco di piastrine.
Si tratta di un approccio terapeutico impostato sull’unicità di ogni tipo di alopecia. Il protocollo si sviluppa in cinque fasi, concentrate in una singola sessione non chirurgica della durata di circa due ore e mezza, che sfruttano l’alternanza di oltre sedici tecnologie apposite: ogni tecnologia affronta una componente specifica dell’alopecia.
“Il più delle volte la cura dell’alopecia viene affrontata con terapie basiche e dissociate tra loro, oppure direttamente con il trapianto di capelli. La storia insegna che sono proprio questi gli errori più comuni fatti da chi soffre di perdita di capelli, solitamente dovuti alla mancanza di consapevolezza da parte del paziente” spiega il dottor Conti. “Data la complessità della patologia è utopico pensare di arginare l’alopecia con un trattamento tricologico o con un trapianto di capelli fine a sé stesso: nessuna azione isolata consente di mantenere i risultati nel tempo. È impensabile curare l’alopecia con uno shampoo, con un tonico o con un integratore” e addirittura “utopico pensare di risolverla solo il trapianto di capelli”.
Si parte da un’analisi avanzata, genomica, epigenomica, morfologica digitale, e del profilo della membrana del follicolo.
Le tecnologie a disposizione consentono di avere dati precisi delle disfunzioni personali e di elaborarli con uno speciale software in grado di stilare il corretto percorso terapeutico e di impostare le successive fasi. A questo punto, grazie alle cellule staminali, alle cellule riparative del follicolo e alle unità rigenerative cellulari isolate dal paziente stesso è possibile ottenere la ricostruzione di tutti i follicoli in fase degenerativa, ricettivi e non atrofici. Segue una azione antinfiammatoria: l’infiammazione è considerata la madre di tutte le calvizie, e arriva ad aggredire anche i follicoli trapiantati. E siamo alla fase quattro: vengono apportati i nutrimenti essenziali, con tecnologie a lenta distribuzione dei principi attivi, per la produzione di capelli più spessi e sani.
Infine, grazie alla proliferazione dei fibroblasti, considerati la ‘chiave di volta’ nella crescita del follicolo pilifero, ha inizio la rigenerazione cellulare della papilla dermica. L’alopecia è una vera patologia e non un semplice inestetismo. Soffre di alopecia androgenetica, la forma più comune di calvizie, l’88% della popolazione maschile e il 30% di quella femminile”. Si tratta di “una malattia a tutti gli effetti e non è da sottovalutare, già dai suoi primi effetti negativi”. Il diradamento dei capelli è uno dei segnali che si manifestano nella fase intermedia tra l’inizio dei sintomi e l’alopecia avanzata ed “è importante affrontarlo da subito in modo serio e multidisciplinare”.
Le tecnologie al servizio del protocollo sono state premiate come eccellenza nella cura della calvizie da Le Fonti Awards, con il patrocinio della Commissione Europea.

In collaborazione con:
Hairclinic

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