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Ricciardi, Italia indietro su digitalizzazione

Sia sul piano culturale che tecnologico

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"La digitalizzazione e la trasformazione digitale sono qualcosa di cui parliamo da anni e su cui però l'Italia è indietro sia dal punto di vista culturale che da quello tecnologico. Sono preoccupato perché avendo diversi ruoli di responsabilità internazionale vedo che invece gli altri paesi questo gap o lo hanno già colmato o lo stanno rapidamente colmando. Persino paesi che hanno problematiche simili a noi, penso alla Spagna, stanno affrontando il tema in maniera più coordinata". A dirlo, intervenendo al digital event "Il dialogo conta. Ripartire dalla salute per costruire insieme la società sostenibile di domani" di Novartis con il supporto di con il supporto di The European House - Ambrosetti e' Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute Roberto Speranza. "Quando si parla di trasformazione digitale -specifica Ricciardi- ci si riferisce innanzitutto a una migliore utilizzazione dei dati: noi abbiamo potenzialmente una quantità enorme di dati da utilizzare per conoscere meglio, programmare meglio, gestire meglio, ma sono imprigionati, sprecati, buttati. Anche nelle regioni più avanzate dal punto di vista assistenziale rimangono la carta o supporti informatici non coordinati alla base delle decisioni. Vi è poi anche il tema di un cambiamento culturale". "I tre pilastri dell'ospedale dell'assistenza primaria e della medicina territoriale, compresa la prevenzione, vanno digitalizzati- prosegue - in questo modo, per come stiamo approcciando al problema, non lo faremo in tempi brevi. Se ci mettiamo in maniera organizzata e coordinata a farla i risultati potremo vederli tra due anni, ma non abbiamo neanche cominciato a pensarci. Il ministro Speranza è estremamente sensibile alla problematica, ma non ci nascondiamo le enormi difficoltà legate alla frammentazione decisionale e all'arretratezza culturale. Serve darsi una mossa".

In collaborazione con:
Novartis

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