Velo-Solex, compie 75 anni antenato monopattini elettrici

Aveva minuscolo motore 2 tempi 'appoggiato' sulla ruota davanti

Redazione ANSA ROMA

Compie 75 anni il VeloSolex, l'iconica bicicletta con motore ausiliario a scoppio da meno di 1 Cv, che è il primo esempio di veicolo 'accessibile' per la micromobiltà, antenato di grande successo degli attuali monopattini elettrici.
    Amato e utilizzato da celebrità come Jacques Tati, Brigitte Bardot e Steve McQueen, il VéloSolex origina da un prototipo realizzato nel 1940 su un vecchio brevetto di Marcel Mennesson, ingegnere francese e co-fondatore della Solex, e del suo socio Maurice Goudard.
    A causa della Seconda Guerra Mondialeil progetto venne congelato e passarono altri sei anni per vedere l'avvio della produzione in serie dei primi esemplari di questa bicicletta motorizzata.
    Da allora, e fino al 1988 il VeloSolex è stato costruito dalla stessa azienda - la francese Solex - in oltre 7 milioni di esemplari, ma la sua incredibile storia è proseguita fino al 2002 con la costruzione su licenza in Ungheria.
    Paragonabile alla versione a due ruote della Renault R4 o della Citroën 2CV, cioè una soluzione di mobilità popolare, economica e facile da mantenere, questa bicicletta con motore ausiliario nasce in un'azienda (la Solex) fornitrice specializzata in radiatori e carburatori per auto. Il primo motore a due tempi, quello del prototipo del 1940, ha una cilindrata di appena 0,038 litri e trasmette - con non poche difficoltà - il moto direttamente al pneumatico anteriore, appoggiandosi sulla gomma.
    L'iniziativa è supportata anche dallo Stato francese che nel 1943 ha introdotto ufficialmente una nuova classe di veicoli, le 'biciclette con motore ausiliario' che non richiedono patente e si guidano già a 14 anni. Nel corso dei successivi cinque anni, gli ingegneri e i tecnici di Solex perfezionano sempre di più la trasmissione e il telaio della bicicletta, e la produzione in serie con motore da 0,045 litri può iniziare nel 1946.
    Presentato in ottobre di quell'anno al 37mo Salone dell'Auto di Parigi da subito il Vélo-Solex è un enorme successo, tanto che dal 1953 la fabbrica ne sforna più di 100.000 unità ogni anno. Nel tempo, la potenza sale da 0,40 a 0,54 Cv, viene aggiunta una frizione centrifuga per facilitare l'arresto e non dover spegnere ogni volta il motore. La velocità massima è di 28 km/h e il consumo di miscela è di 1 litro ogni 100 km.
    Nella parte finale della produzione la cilindrata del motore del VeloSolex 'sale' a 0,047 litri e la potenza arriva a 0,7 e poi a 0,8 Cv, con la velocità massima che tocca i 30 km/h.

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