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Caos e innovazione, Fuksas fa 80 progettando il futuro

Caos e innovazione, Fuksas fa 80 progettando il futuro

La sfida di The Line, fantascientifica città nel deserto

ROMA, 08 gennaio 2024, 17:44

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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- Quattro studi in giro per il mondo, da Roma a Parigi, dalla Cina in Arabia Saudita, oltre seicento progetti realizzati, dalle case alle torri, dai grattacieli ai centri commerciali, spazi culturali e religiosi, musei, aeroporti, scuole e ora anche la partecipazione a The Line, la fantascientifica città verticale che si sta costruendo nel deserto tra le montagne e il Mar Rosso. Ottant'anni domani, Massimiliano Fuksas è un vulcano in piena attività, soddisfatto della sua vita, ma con gli occhi decisamente piantati su un futuro dai grandi orizzonti.
    "Sono un nomade, il mio paese è il mondo. Quello che mi manca? Forse solo progettare un'intera città, ma ci sto lavorando". L'appuntamento telefonico è fissato per la mattina, l'architetto risponde all'ANSA dal suo studio romano condiviso come tutto con la moglie Doriana, circondato da colleghi e collaboratori, tante voci giovani. Lo chiamano e lui si interrompe per controllare, corregge, sprona, impartisce consigli: "Con il tuo disegno devi farli sognare!". Poi si ferma e si racconta: dai progetti italiani, "anche quelli più piccoli come il centro ricerche per la Ferrari o l'architettura di Bassano del Grappa per le distillerie Nardini", al primo shopping center costruito a Salisburgo negli anni Novanta, un tripudio di trasparenze e di luce che un po' ha rivoluzionato il genere, dice, "perché io allora i centri commerciali li odiavo".
    Dalla Fiera di Milano alla Nuvola di Roma, dall'aeroporto di Shenzen in Cina al centro culturale di Rhike Park a Tbilisi in Georgia, e poi la Casa della Pace di Jaffa voluta da Simon Peres, le due torri scultura di Vienna, il cubo tagliato dalla luce della chiesa di Foligno: ragionando sul costruito ma anche sulle idee rimaste sulla carta, come la scala per Betlemme immaginata per conto di Arafat, si potrebbe andare avanti per ore. Per ogni progetto c'è un ricordo, un aneddoto, una citazione cinematografica ("Per fare una buona architettura bisogna andare a vedere buoni film"), un'idea nata anche anni e anni prima. Racconta e si appassiona, Fuksas, parla di luce, di emozione, di libertà, di futuro, di collettività.
    Le grandi imprese al momento si fanno in Cina, India, Arabia Saudita. "L'Oriente mi affascina, a Pechino abbiamo vinto un concorso per un pezzo di città", dice, ma la sfida di oggi è The Line, la città lineare che si sta realizzando in Arabia Saudita all'interno di Neom, la nuova zona economica nella provincia di Tabuk, a nord del Paese, tra il Mar Rosso, le montagne e le valli superiori dell'Hejaz.
   

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