Pnrr: Libera, no a passi indietro su trasparenza PA

Fondazione Etica e Libenter ATS, ASeS, siamo preoccupati

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 29 NOV - "La trasparenza deve rappresentare la premessa essenziale per la riuscita del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma è forte la percezione si stia mettendo in pericolo la possibilità del "controllo diffuso" dei cittadini sulla P.A., che la normativa italiana riconosce come istituto appartenente alla famiglia della prevenzione della corruzione e che ci stiamo avviando sulla prima pericolosa strada rispetto a come l'Italia andrà a spendere i circa 235 miliardi di risorse (europee e italiane) per le tante riforme e i gli ancor più numerosi progetti di investimento previsti dal nostro Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per evitare che questo succeda la trasparenza deve essere effettiva, dettagliata e tempestiva. A cominciare, ad esempio, dalle riforme che l'Europa ci chiede entro la fine del 2021: chi le sta scrivendo? Con quale idea di Paese? Più precisamente, pensiamo all'annunciata revisione della cosiddetta legge anticorruzione (190/2012) e del cosiddetto decreto trasparenza (33/2013): come è giustificabile per il decisore pubblico metterci mano senza neppure interpellare i cittadini, che ne è direttamente interessati?".
    La domanda arriva da Libera, Fondazione Etica e Libenter ATS, ASeS - Agricoltori Solidarietà e Sviluppo, ISTeA, Gran Sasso Science Institute (GSSI), Monithon, Cittadini Reattivi, Rinascimento Green, Università degli Studi di Torino "Lo stesso Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano - prosegue la nota - prevede infatti (tra le altre) la riforma proprio di quel corpo di norme (Legge 190 del 2012 e successivi decreti applicativi) che rende la gestione del bene comune pienamente accessibile, fruibile, rendicontabile, monitorabile e valutabile sia dalle istituzioni preposte che dai cittadini. Ma siamo preoccupati che il nostro PNRR guardi alla legge di prevenzione del malaffare come a una tra le "norme che alimentano la corruzione" (è appunto il titolo del capitolo in cui tale previsione di riforma è contemplata, a pagina 69 del PNRR), specificando che tali norme "da antidoti alla corruzione sono divenute spesso occasione di corruzione". È vero che essa introduce eccessi di burocrazia. Ma screditare tutto un corpo di leggi che consente alla macchina pubblica di auto-valutarsi e farsi valutare rischia di "buttare via il bambino assieme all'acqua sporca". Ciò a favore di una formula che guarda alla semplificazione come unico antidoto: visione antiquata e già condannata dalla storia e dagli studi di settore. Secondo il cronoprogramma del PNRR, tale riforma doveva vedere la luce in giugno 2021. A cinque mesi dalla deadline ancora nulla si sa del processo di modifica della legge 190: ciò aumenta i nostri timori. La percezione che si ricava - denunciano i firmatari- è che la prevenzione della corruzione non sia una delle principali priorità del momento, con un conseguente disimpegno in materia da parte del nostro Stato". (ANSA).
   

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