Giornata Oceani: Greenpeace, nel Tirreno più microplastiche

Molto più concentrate a 10 metri che in superficie

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 07 GIU - Nelle acque del Mar Tirreno centro-settentrionale e nelle specie marine che lo popolano è stata trovata una diffusa presenza di microplastiche e microfibre, con picchi di contaminazione nelle acque superficiali del Canale di Corsica. La concentrazione di questi inquinanti a dieci metri di profondità è fino a cento volte più elevata rispetto alla superfice. È quanto emerge dalle indagini effettuate nel corso dell'estate 2020 da CNR-IAS di Genova, Università Politecnica delle Marche, Università di Genova e Greenpeace. Gli esiti vengono diffusi oggi, alla vigilia della Giornata mondiale degli oceani.

Nonostante il lockdown dovuto alla pandemia di Covid-19, i risultati mostrano che nel tratto di mare investigato la presenza di microplastiche e microfibre non è diminuita rispetto agli anni precedenti. Al contrario si registra un aumento della contaminazione nelle acque, in particolare nel Canale di Corsica fino a Capraia, con concentrazioni superiori al milione e mezzo di particelle per chilometro quadrato, paragonabili a quelle presenti nei grandi vortici oceanici.

"I risultati indicano che le microplastiche e, soprattutto, le microfibre si accumulano anche in zone teoricamente lontane da sorgenti di inquinamento", dichiara Francesca Garaventa, referente per CNR-IAS della ricerca. "Le indagini preliminari a differenti profondità nella colonna d'acqua confermano che la presenza di microplastiche e microfibre è molto più elevata a 10 metri rispetto alla superfice".

"I dati raccolti confermano una volta di più che il nostro mare è malato a causa dell'inquinamento da plastica - dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace -. Una situazione destinata ad aggravarsi, visto che stime recenti indicano come la produzione di plastica triplicherà nei prossimi decenni. È inaccettabile che ancora oggi, nonostante sempre più evidenze, aziende e governi non affrontino concretamente il problema". (ANSA).

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