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Artrosi-cellule staminali,tecnica ok al Fatebenefratelli sannita

Artrosi-cellule staminali,tecnica ok al Fatebenefratelli sannita

Ortopedia, in 4 anni sono stati trattati oltre 500 pazienti

NAPOLI, 02 febbraio 2024, 11:36

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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La 'Medicina Rigenerativa" (attraverso l'utilizzazione delle cellule staminali) in ortopedia sta registrando un bilancio positivo all'ospedale Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli di Benevento; essa rappresenta, sottolineano al nosocomio sannita, un superamento di precedenti metodiche "con una importante collocazione nella disciplina ortopedica e risultati in linea con istituti italiani e universitari" con cui l'ospedale collabora. La tecnica innovativa viene praticata dall'UOC di Ortopedia della struttura sanitaria, diretta da Salvatore D'Auria, dove da circa 4 anni sono stati trattati oltre 500 pazienti con un indice di gradimento del 95%, "con un notevole impegno delle Direzioni Amministrativa e Sanitaria, di medici e infermieri di reparto e di sala operatoria". "Le cellule staminali sono cellule che potremmo definire Primitive, senza 'identità' in quanto non ancora differenziate, ma forse sarebbe meglio dire con 'tutte le identità' precisa il dottor D'Auria.
    Queste cellule, quando ricevono uno stimolo esterno (ambiente articolare, tendineo, muscolare) si specializzano, ovvero trovano l'identità e correggono il sito dove c'è l'errore. "Per fare un esempio banale - aggiunge il primario - è come se avessimo un muro in cui mancano dei mattoncini, un muro bucato dove la cellula staminale entra, legge il difetto e si trasforma in mattoncino chiudendo i buchi lì dove occorre. In una articolazione, in un tendine, in un muscolo succede la stessa cosa: l'ortopedico preleva la cellula staminale dal sito donatore, la prepara e la inietta nel sito ricevente".
    Non bisogna, però, pensare che siano la soluzione definitiva, perché sono efficaci in presenza di artrosi iniziale o di grado intermedio. Il paziente va accuratamente selezionato mediante semplici step: visita ortopedica, esame radiografico e, nei casi più complessi, esame ecografico o RMN se si sospetta un impegno tendineo e/o muscolare. "L'intervento - prosegue Salvatore D'Auria - viene effettuato in sala operatoria.
    L'anestesista prepara il paziente con una leggera sedazione, mentre l'ortopedico effettua il prelievo ed estrapola le staminali dalle cellule del tessuto donatore mediante una serie di filtri a diametro decrescente (grasso addominale o metafisi tibiale), per poi trasferirle nel sito ricevente". La procedura, praticata in Day Surgery, dura circa 30 minuti; il paziente resta in osservazione in reparto per 6 ore. "Un'artrosi importante con assi articolari alterati indicano che il trattamento di scelta è sicuramente quello chirurgico protesico; in questo caso la cellula staminale risulterebbe inutile" conclude il dottor D'Auria.
   

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