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A2a rivede il Piano strategico, 16 miliardi sull'Italia

Obiettivo zero carbone al 2030, Mol 2,6 miliardi, utile 700 mln

Milano ANSAcom

A2a rivede il 'Piano Stratregico 2021-2030', riportando gli investimenti a 16 miliardi di euro, dopo averli alzati a 18 lo scorso gennaio, per concentrarsi esclusivamente sull'Italia. E' il messaggio lanciato al mercato dall'amministratore delegato Renato Mazzoncini, che ha ribadito l'obiettivo di "tenere in Italia" tutte le risorse disponibili per sostenere "l'autonomia energetica del Paese".

"Il 2022 - spiega Mazzoncini - è stato caratterizzato da un quadro gepolitico ed economico complesso e da uno scenario energetico volatile". Così, alla luce di questo contesto che non migliorerà in modo stabile prima del 2026, il cda ha deciso di "adeguare il piano per continuare a garantire la solidità del gruppo e affrontare le nuove sfide" del Paese. "Gli investimenti sono stati aggiornati - aggiunge - privilegiando la crescita organica nel mercato domestico e confermando l'economia circolare e la transizione energetica come pilastri della strategia di A2a".

Pesante la reazione del titolo in Borsa, dove ha ceduto l'1,92% a 1,27 euro. Non si preoccupa però Mazzoncini il quale sottolinea che il piano è "prudente" e "adeguato alla situazione difficile che stiamo vivendo". "Alcuni nostri azionisti sono piccoli risparmiatori che hanno il titolo da anni - commenta - altri sono i grandi fondi americani che guardano al rendimento immediato", il management invece ha una "visione di prospettiva". Confermata la politica dei dividendi, in crescita del 3% l'anno, con la cedola per il 2022 di 8,9 euro. Al 2030 è previsto un Mol di 2,6 miliardi e un utile di 700 milioni. Nel primo caso la crescita media annua è del 7%, nel secondo invece del 6%.

Concretamente A2a punta a costruire un portafoglio di "circa 13TWh di energia verde e da recupero energetico", con "oltre il 40% dei margini al 2030 realizzati da attività a bassa volatilità". Ad oggi la capacità installata di A2a nelle rinnovabili è pari a 7 TWh, generati da idroelettrico, termovalorizzatori, bioenergie, eolico e solare. Proprio qui sta il margine di manovra dell'ex-municipalizzata, che concentra tutti gli investimenti sull'Italia dimenticando il 20% che originariamente era destinato per le acquisizioni all'estero. Eventuali operazioni potranno comunque esserci e riguarderanno le bioenergie, per convertire impianti esistenti dal biogas al biometano e gli impianti "pronti per essere costruiti, con già tutte le autorizzazioni locali in regola".

In collaborazione con:
A2a

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