Vaccinazioni, nel Chietino interviene l'Esercito a domicilio

Manager, sostegno prezioso in area con viabilità non agevole

(ANSA) - CHIETI, 21 APR - Una task force del Comando logistico dell'Esercito, che ha accolto la richiesta di collaborazione avanzata dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, al Commissario per l'emergenza Covid, generale Figliuolo, è attiva da oggi in provincia di Chieti per le vaccinazioni a domicilio. La prima tappa è nell'area del Sangro-Aventino, dove sono stati raggiunti i primi utenti a Torricella Peligna, Gessopalena e Montenerodomo, con l'obiettivo di somministrare circa 25 dosi al giorno. L'équipe è composta da un medico, due infermiere e un autista: Nicola Tropiano, medico proveniente dall'Accademia di Modena, le infermiere Sara Del Duca, in arrivo dal 235^ RAV Piceno, e Giulia Del Valli, in forze al Centro Selezione VFP di Roma, e con loro Domenico Leo, del nono Reggimento Alpini dell'Aquila. "Siamo qui per espressa volontà del ministero della Difesa - spiegano i militari - che ha coinvolto tutte le forze armate nelle attività a supporto della sanità pubblica. Lo facciamo con passione, impegno e senso del dovere, nella certezza di vivere anche un'esperienza umana importante, perché toccare da vicino la sofferenza di persone così vulnerabili, che vivono in territori geograficamente penalizzati, ci dà ancor più la misura della valenza di questa missione".
    Parole di gratitudine sono state espresse dal direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti Thomas Schael: "Il sostegno offerto alla nostra campagna di vaccinazione è prezioso perché dobbiamo coprire un territorio assai vasto e caratterizzato da una viabilità non agevole. Operare con le nostre sole forze comporterebbe inevitabilmente tempi più lunghi, ma grazie a questa collaborazione possiamo tutelare anche le persone delle aree interne impossibilitate a raggiungere i nostri centri vaccinali".
    Dopo L'Aquila "ora è la volta della provincia di Chieti - aggiunge l'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì -.
    Con i suoi 104 Comuni, molti dei quali in montagna e collegati da una rete viaria non proprio agevole, è in tutta evidenza il territorio che può giovarsi di un supporto nella campagna vaccinale, soprattutto quella domiciliare per gli assistiti per i quali ricorrono condizioni di grave rischio a lasciare il proprio domicilio". (ANSA).
   

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