Covid: Vda vara legge anti Dpcm, maggioranza si divide

Manfrin, strumento utile e efficace. Guichardaz, non dà risposte

Con 28 voti favorevoli e l'astensione dei sette consiglieri di maggioranza del gruppo Progetto Civico Progressista, il Consiglio Valle ha approvato la proposta di legge che disciplina la gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 sul territorio regionale e che introduce misure per la pianificazione della fase di ripresa e di rilancio dei settori maggiormente colpiti dall'epidemia.
    Il provvedimento, frutto del coordinamento tra la proposta della Lega Vallée d'Aoste e gli emendamenti condivisi tra maggioranza e opposizione, è composto da sette articoli "volti ad adattare le disposizioni nazionali al territorio valdostano e alle sue specificità, disciplinando le libertà di movimento dei cittadini, le attività economiche e le relazioni sociali, compatibilmente con le misure di contrasto alla diffusione del virus". È inoltre istituita un'Unità di supporto e coordinamento per l'emergenza Covid-19, con funzioni di raccordo tra i soggetti interni ed esterni alla Regione e di proposta nella gestione dell'emergenza e dell'organizzazione.
    "Questa è una proposta su cui abbiamo lavorato molto, in modo trasversale, con un coinvolgimento utile di tutti i gruppi consiliari per creare uno strumento che sia efficace e utile per la nostra comunità. L'obiettivo che ci diamo è ambizioso, ma essenziale per una Regione autonoma ed è quello di poter decidere autonomamente le misure che meglio si adattano alle esigenze della nostra Regione. Con questa legge stabiliamo le modalità di riapertura di attività commerciali al dettaglio, servizi alla persona, attività di ristorazione e somministrazione, attività artistiche e culturali, strutture ricettive e attività turistiche, impianti a fune, attività produttive, industriali, artigianali e commerciali su tutto il territorio valdostano" ha detto Andrea Manfrin (Lega Vda).
    "Abbiamo trovato un punto di incontro tra le forze di opposizione e la componente autonomista del Governo - ha aggiunto Giulio Grosjacques (Union valdotaine) con l'obiettivo comune di adattare le misure nazionali su scala locale, mettendo le basi per la ripresa dei nostri territori. Non si tratta di una fuga in avanti, né di un progetto di legge confuso che vuole una "zona franca" al posto di una "zona rossa": vogliamo però ribadire la nostra autonomia, rispetto a un governo centrale che guarda con un certo disinteresse le periferie".
    Per Augusto Rollandin (Pour l'Autonomie) si tratta di "una legge condivisibile, soprattutto da chi crede nella nostra autonomia e vuole farla rispettare, tanto all'interno quanto all'esterno" mentre Corrado Jordan (Vda Unie) ha sottolineato che "la norma non vuole essere una norma provocatoria, ma uno strumento pratico per gestire questa fase emergenziale e dando la giusta copertura al Governo e al Consiglio per disciplinare il momento attuale e quello che abbiamo davanti". Albert Chatrian (Alliance valdotaine-Stella alpina) ha osservato che "è difficile capire se a livello centrale non ci sia interesse o se manchi la volontà di approfondimento: la montagna non è solo lo sci, ma un tessuto complesso che ha bisogno di interventi specifici". Erika Guichardaz (Pcp) invece ha detto che "in questo momento bisognerebbe essere più cauti e dare risposte: questo testo non darà risposte, bensì creerà confusione e alimenterà un inutile scontro tra salute ed economia, che non ci porterà da nessuna parte. Per le attività economiche non presenta novità, ma solo rimandi ai protocolli di sicurezza. Non dobbiamo illudere le persone, ma mettere in atto proposte concrete come le ordinanze messe in campo dal Presidente della Regione, il grande lavoro per riaprire le scuole non appena entreremo in zona arancione e un lavoro nella Commissione speciale. Lo scontro politico fine a se stesso non ci appartiene". Infine il Presidente della Regione, Erik Lavevaz, ha dichiarato che "questa legge va nella direzione giusta, che è quella che abbiamo già iniziato: dà ordine nella fase di attuazione della gestione dell'emergenza, calandosi nella nostra realtà territoriale. È anche una cornice normativa importante, pur con un orizzonte limitato perché legata solamente al Covid-19. Ma è importante perché ha un respiro politico che vuole far valere il peso dello Statuto valdostano rispetto al Governo nazionale, esprimendo una volontà di determinazione molto chiara. Il Governo italiano ha dimostrato scarsa sensibilità nel capire i problemi della montagna. Non importa se questa legge sarà impugnata: è un segnale forte della nostra autonomia, che fa capire che la Valle ha uno Statuto che vogliamo difendere con tutte le forze".

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