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Il Tar annulla la nomina di Fortuna a procuratore generale di Bologna

Il Tar annulla la nomina di Fortuna a procuratore generale di Bologna

Accolto il ricorso di Musti: 'Non incompatibile per le chat con Palamara'

ROMA, 27 febbraio 2024, 13:19

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il Tar del Lazio ha annullato la delibera con cui il Csm, il 31 maggio 2023, ha nominato Paolo Fortuna, ex procuratore di Aosta a procuratore generale di Bologna. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso di Lucia Musti, già procuratore generale facente funzioni e attualmente reggente della Procura di Gela. Musti venne penalizzata, nelle valutazioni di alcuni consiglieri, dalle sue chat con Luca Palamara.
    Il Tar ritiene però fondato il ricorso di Musti e sottolinea in particolare come le conversazioni in atti "risultano essere in numero assai esiguo", una decina di contatti in oltre un mese: "E' palese, quindi, come non sia in astratto predicabile un'intensa interlocuzione tra i due", scrive il Tar. In aggiunta, "anche il contenuto delle conversazioni trascritte non restituisce un'immagine della ricorrente", cioè di Musti, "incompatibile con l'esercizio di una funzione direttiva: a ben vedere, infatti, esse si sostanziano in mere richieste di informazioni circa il corretto iter da seguire al fine di ottenere la collocazione in un ufficio ove esercitare le funzioni giurisdizionali".
    All'epoca delle conversazioni, inoltre, Palamara non era più membro del Csm. E al di là delle vicende giudiziarie che lo hanno poi interessato, all'epoca era "indubbiamente uno dei magistrati con la maggior esperienza ordinamentale e quindi sicuramente il soggetto maggiormente indicato quale destinatario di una richiesta di aiuto sul tema descritto".
    Per il Tar è illogica anche l'argomentazione del Csm sul fine personale nell'interlocuzione con Palamara: se è vero che Musti "mirava ad essere assegnata ad un ufficio di suo gradimento, va al contempo osservato che la condivisione con un collega di tale aspirazione di carriera non possa considerarsi riprovevole soprattutto se il tentativo di conseguire tale bene della vita avvenga all'interno di un percorso istituzionalizzato, in relazione al quale vengono unicamente richiesti consigli pratici a chi è più esperto".
   

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