'Ndrangheta, Dda indaga su elezioni Vda

Aperta inchiesta su contatti tra candidati e presunti affiliati

Con l'ipotesi di corruzione elettorale la Dda di Torino ha aperto un'inchiesta relativa alle elezioni regionali del 2018 in Valle d'Aosta. Gli accertamenti sono stati condotti dai carabinieri di Aosta. In particolare sono stati "monitorati" alcuni candidati e i contatti che avevano con esponenti della comunità calabrese che vive in Valle d'Aosta, alcuni dei quali coinvolti nell'inchiesta Geenna che nel gennaio scorso ha portato a 17 arresti.

Pm, 'locale' sosteneva candidati autonomisti  - Alle elezioni del maggio 2018 la 'locale' di Aosta ha sostenuto i candidati di tutti i principali partiti autonomisti. E' quanto emerso dalle indagini condotte dal pm Valerio Longi nell'ambito dell'indagine 'egomnia' sulle Regionali in Valle d'Aosta. La strategia del sodalizio ndranghetista era di "godere di un debito di riconoscenza da parte degli esponenti dei maggiori partiti autonomisti valdostani" e di "avere un maggior numero di consiglieri fedeli nel consesso regionale". L'attività elettorale del 'locale' - secondo gli inquirenti - si è svolta in favore di Laurent Viérin (Union valdotaine progressiste), di Luca Bianchi, Marco Sorbara, Augusto Rollandin e Renzo Testolin (Union valdotaine), Stefano Borrello (Stella alpina) e Antonio Fosson (Area Civica). Inoltre viene rilevato un "interessamento" del 'locale' alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 volto a favorire Albert Laniece e Giampaolo Marcoz".

Pm, Fosson influenzato da pensionato calabrese - "Da sottolineare che Antonio Fosson (attuale presidente della Regione Valle d'Aosta, ndr) saluta Giuseppe Petullà chiamandolo sempre 'capo' e sembra incredibile che un semplice anziano pensionato di origine calabrese possa influenzare, anzi dettare, la linea politica di un ex senatore della Repubblica italiana e assessore regionale come Antonio Fosson". Lo scrive il pm Valerio Longi, titolare dell'inchiesta denominata 'egomnia', nella notazione trasmessa ad integrazione nell'ambito dell'udienza preliminare per l'operazione Geenna su infiltrazioni della ndrangheta in Valle d'Aosta. Petullà - si legge ancora - è "soggetto vicino ad esponenti del 'locale' di Aosta quali Antonio Raso e Marco Di Donato". I carabinieri hanno anche documentato un incontro tra Fosson e Raso, nel ristorante di quest'ultimo, "per parlare delle elezioni regionali, ma il discorso avviene a voce bassissima e si riescono a comprendere solo brevissimi passaggi".

Pm, sodalizio influenzò elezioni 2018 - "Il sodalizio mafioso di matrice 'ndranghetista capeggiato dai fratelli Marco e Roberto Di Donato è riuscito a influenzare le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale della Valle d'Aosta del 20 maggio 2018. Infatti è riuscito a condizionare le scelte elettorali di una parte degli elettori al fine di soddisfare gli interessi o le esigenze del sodalizio". Lo scrive il pm Valerio Longi, titolare dell'inchiesta denominata 'egomnia' e condotta dai carabinieri di Aosta su quella tornata elettorale, nella notazione trasmessa ad integrazione nell'ambito dell'udienza preliminare per l'operazione Geenna su infiltrazioni della ndrangheta in Valle d'Aosta.

Pm, ex presidenti Regione cercavano capi locale - "Occorre evidenziare che sono tre gli ex presidenti della Regione Valle d'Aosta (Augusto Rollandin, Laurent Viérin e Pierluigi Marquis, ndr) che nel corso della campagna elettorale si incontrano o cercano di incontrare proprio i fratelli Di Donato, quindi coloro che durante l'indagine Geenna è emerso essere ai vertici del 'locale' di 'ndrangheta di Aosta". Lo scrive il pm Valerio Longi nell'annotazione trasmessa riguardo all'indagine 'egomnia' sul condizionamento della ndrangheta alle elezioni regionali del 2018 in Valle d'Aosta. "In capo ai Di Donato - si legge ancora - è riconosciuta dai politici una 'leadership' in seno alla comunità valdostana di origine calabrese e quindi ritenuti capaci di catalizzare numerose preferenze elettorali condizionando la vittoria o meno di un partito. Il fatto che gli ultimi tre presidenti della Regione, che hanno anche attribuzioni prefettizie, si incontrino e anzi cerchino addirittura due fratelli pluripregiudicati la cui parentela con la famiglia Nirta è notoria, è quantomeno allarmante".  

Presidente Valle d'Aosta, mia totale estraneità - Il presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta, Antonio Fosson, dichiara la propria "assoluta estraneità" riguardo a un suo presunto coinvolgimento nelle indagini riguardanti l'inchiesta sul condizionamento delle elezioni regionali del 2018 da parte della 'ndrangheta. "Ho appreso dagli organi di informazione che, nell'ambito dell'udienza preliminare in corso al Tribunale di Torino, sarebbero stati prodotti atti nei quali si farebbe riferimento anche alla mia persona", riferisce in una nota. "In proposito - aggiunge il presidente della Valle d'Aosta - manifesto la mia assoluta serenità e la fiducia nella Magistratura che non potrà che accertare la mia totale estraneità. A questo proposito dichiaro la mia assoluta estraneità. Ogni diversa valutazione sarà presa nel momento in cui sarà noto il contenuto degli atti".

'Ndrangheta:consigliere Vda antimafia in mirino locale Aosta - Il consigliere regionale della Valle d'Aosta Alberto Bertin, simbolo della battaglia per la legalità, era nel mirino del 'locale' di 'ndrangheta, insediato nella regione alpina. E' quanto emerge in alcune intercettazioni, riguardanti l'inchiesta sul condizionamento delle elezioni regionali del 2018 da parte della criminalità organizzata. "Quello combina danni...ha fatto danni e continuerà a fare danni...", dice di lui, parlando al telefono, Antonio Raso uno degli imputati nell'inchiesta Geenna sull'infiltrazione in Valle d'Aosta, considerato dalla Dda di Torino uno dei componenti di primo piano del locale. E nei confronti di Bertin, Raso non risparmia vere e proprie minacce: "finché qualcuno non gli fa i 'mussi' tanti (lo picchia in faccia ndr)... e ti dirò qualcuno gli farà i 'mussi' tanti, perché è già sul pelo del rasoio...se le è sgravitata un paio di volte...". 

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