Crac Cioccolato Vda, passivo da 4,7 mln

4 mln a Finaosta, il resto a dipendenti, artigiani e fornitori

E' di circa 4 milioni e 700 mila euro il passivo accertato per Cioccolato Valle d'Aosta spa, l'azienda del gruppo turco Captain Gida nata nel 2016 rilevando la ex Feletti di Pont-Saint-Martin, grazie a un mutuo regionale da quattro milioni di euro per l'acquisto di capannone e macchinari. Il dato è emerso al termine della prima udienza per l'accertamento dello stato passivo, svoltasi in tribunale ad Aosta. Sono stati una quarantina i creditori a presentarsi. I crediti privilegiati ammontano a circa 4 milioni e 300 mila euro, di cui 3 milioni 950 mila vantati da Finaosta per il mutuo regionale e la parte restante da dipendenti, professionisti e artigiani. I crediti chirografari sono di circa 400 mila euro e riguardano i fornitori. Il curatore fallimentare, il commercialista torinese Filippo Canale, è in attesa della perizia richiesta per la valutazione del capannone e dei macchinari: l'obiettivo è di procedere in estate con il tentativo di vendita per soddisfare, almeno parzialmente, i creditori.
Nelle scorse settimane il professionista ha incontrato gli ex proprietari turchi: è emerso che alla base del fallimento dell'azienda ci sono stati contrasti tra i soci, che non hanno consentito di proseguire l'attività (nella quale, oltre ai fondi del mutuo regionale, avevano investito 1,5 milioni di euro propri) in un contesto di crisi del mercato turco, legato anche alla situazione politica del paese.
La stessa procura di Aosta aveva aperto un'inchiesta per bancarotta, di cui ha poi chiesto l'archiviazione: non erano emersi profili distrattivi ma si erano delineati i contorni di un'operazione improvvida. 
   

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