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Protesta davanti sede Rai Umbria, 'stop alla censura'

Protesta davanti sede Rai Umbria, 'stop alla censura'

Manifestazione pacifica anche per 'Palestina libera'

PERUGIA, 17 febbraio 2024, 15:11

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Hanno chiesto lo "stop alla censura" e il "cessate il fuoco" per una "Palestina libera", i manifestanti che oggi si sono riuniti davanti alla sede Umbria della Rai, a Perugia, per denunciare le posizioni espresse dalla dirigenza ritenute "non degne del servizio pubblico". Una manifestazione che si è svolta pacificamente.
    Rappresentati e bandiere dell'Udu, Cgil e Spi Cgil, Articolo 21, circoli Arci, Rete degli studenti, Omphalos e alcuni cittadini si sono così uniti anche all'appello dei lavoratori e lavoratrici della Rai che si sono dissociati "dalle parole dell'amministratore delegato Roberto Sergio".
    Contro di lui, ma anche contro il governo Meloni, durante il presidio sono stati mostrati alcuni cartelli.
    "Il tentativo di censura di chi richiede il cessate il fuoco e la pace e si esprime contro il genocidio a Gaza è un comportamento che riteniamo ingiustificabile e che alimenta e giustifica il clima di guerra" hanno detto i rappresentanti degli studenti universitari. "Con Sanremo, grazie al cantate Ghali - hanno aggiunto -, c'è stato il tentativo di dare un messaggio chiaro sul genocidio in corso a Gaza, ma questo è stato censurato prima e poi sostituito con una narrazione falsata della realtà, con il comunicato scritto dall'ad Sergio testimone del processo di disinformazione e mistificazione che la Rai sta portando avanti".
    "Questo è un presidio importante perché la Rai è cosa pubblica, è un servizio pubblico che deve dare risposte a tutti" ha inoltre affermato Simone Pampanelli, segretario generale della Cgil di Perugia. Il quale ha poi ribadito che la manifestazione "non è contro i giornalisti Rai ma contro il Governo e un'azienda lottizzata".
    A nome del comitato di redazione della Tgr Umbria ha preso la parola Riccardo Milletti. "Comprendiamo il vostro dissenso - ha detto - ma vogliamo anche qua ribadire che, nostro malgrado, siamo diventati un bersaglio e per questo ci teniamo ad evidenziare e mantenere la nostra indipendenza e professionalità, perché abbiamo sempre dato voce a tutti, ma anche a sottolineare che ci siamo subito dissociati dalla presa di posizione della dirigenza".
   

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