Balotelli e Brescia di Cellino, la storia finisce male

La società ha inviato la contestazione al giocatore

É finita, nel peggiore dei modi, tra il Brescia e Mario Balotelli: il club di Massimo Cellino ha inviato al giocatore la lettera per chiedere la rescissione unilaterale del contratto. Lo strappo decisivo è arrivato con la mossa di Balotelli di presentare un certificato medico con la diagnosi di gastroenterite per la quale non si è presentato agli ultimi allenamenti dopo settimane di grande tensione con la società.

IL VIDEO Balotelli: "Paure? Zero. Ce le avete voi, non io"

Il 29 maggio le avvisaglie più serie della crisi.  Nel tardo pomeriggio era fissato un appuntamento tra l'attaccante e il presidente del Brescia: si pensava che dopo gli ultimi giorni di grandissima tensione, esplosa quando il giocatore non si era presentato a un allenamento non fornendo giustificazioni (secondo la versione del club), tra i due ci fosse voglia di chiarirsi. Invece il presidente delle rondinelle non ha ricevuto il giocatore che dopo circa mezz'ora di anticamera ha lasciato gli uffici della sede.
Mario, con indosso una felpa dell'Italia, era apparso sereno all'entrata e lo stesso all'uscita: tanto che nulla lasciava pensare che con Cellino non si fosse parlato come poi è successivamente trapelato da alcune indiscrezioni. 
Balotelli torna ad allenarsi. Ma la rescissione è vicina (27 maggio)


Balotelli nuovo caso, Brescia lo 'caccia' da allenamento
BRESCIA, 21 NOV -
Dentro o fuori dal campo che sia, Mario Balotelli è sempre un caso. Anche in un tranquillo giovedì pomeriggio. Nel quale l'attaccante del Brescia e' tornato protagonista, indiretto o diretto, su un doppio fronte: prima in relazione agli strascichi post fatti dei 3 novembre a Verona e poi per un episodio avvenuto durante l'allenamento odierno. Partendo da Brescia, durante la sessione di lavoro, si è visto Balotelli uscire dal campo a testa bassa a metà seduta di lavoro accompagnato dalla voce dell'allenatore che gli diceva: "Vai vai Mario". Il tutto sotto gli occhi di una ventina di tifosi e un paio di giornalisti. Poco più di 15 minuti dopo, Balotelli ha lasciato il centro sportivo di Torbole Casaglia in macchina: il tutto mentre l'allenamento era ancora in corso. "Mario e' stato sostituito durante la partitella e ha raggiunto gli spogliatoi prima del tempo", la versione del Brescia. Secondo la prima ricostruzione, attraverso le prove tattiche e dopo appunto essere stato sostituito, Mario avrebbe capito che a Roma domenica sarebbe stato una riserva e così si sarebbe innervosito facendo capire di voler raggiungere gli spogliatoi. A quel punto Grosso gli avrebbe detto appunto "Vai vai Mario". Resta ora da capire se l'episodio - i toni comunque non si sono mai alzati - avrà conseguenze per quanto riguarda la convocazione o meno del giocatore per la gara con la Roma.

Sia come sia, quanto accaduto non depone a favore di Balotelli, non nuovo a certi comportamenti (una cosa simile accadde anche in azzurro durante la gestione Prandelli), la cui scommessa e'quella di riconquistare un posto in Nazionale. Finora, più che per le gesta sul campo, Balotelli ha fatto parlare per altro: dall'accusa di un fotografo di Genova di aver subito danneggiamenti alla sua attrezzatura colpita da Mario nervoso per la sostituzione, al dito medio ai tifosi dell'Inter in risposta a cori offensivi, al calcio al pallone verso la curva del Verona in occasione della partita del 3 novembre. A tal proposito e' di oggi la notizia della sospensiva della decisione di chiusura del settore distinti est del "Bentegodi" dove erano partiti ululati razzisti. La Corte d'appello federale, ha infatti disposto un supplemento d'indagine. "Scelta ragionevole" ha commentato il Verona, ma di certo se ne discuterà ancora: Balotelli sempre al centro della scena.


Balotelli e' tornato,"Non ho paura di fallire a Brescia" 
 IL VIDEO

BRESCIA, 19 AGO - Serio, misurato, risposte stringate per una conferenza flash durata meno di 13 minuti. Mario Balotelli, all'inizio della sua nuova avventura al Brescia, tradisce una grande emozione e cerca di evitare ogni polemica con un obiettivo ben chiaro nella testa: ''Aiutare la squadra a crescere, farmi aiutare dai compagni e andare all'Europeo''. Balotelli, accompagnato dall'agente Mino Raiola, dal fratello Enock e dai suoi amici piu' stretti, si presenta cosi' al suo primo giorno da giocatore del Brescia. Accolto da almeno 500 tifosi in delirio, Mario si e' affacciato da una finestra dell'hotel che ha ospitato la sua conferenza e poi ha lanciato una maglia col numero 45, lo stesso che lo ha accompagnato in carriere e che prendera' anche al Brescia. ''Scegliere Brescia? Non e' stato poi cosi' difficile decidere di ripartire da qui. Alla fine - aggiunge Balotelli - penso che questo posto mi possa dare piu' rispetto a qualsiasi altro. Questa e' la mia citta'. Io non ho certo paura di fallire: sono qui per far crescere la squadra e crescere ancora anche io attraverso l'aiuto dei miei compagni. Voglio destabilizzare la squadra? Si, ma in senso positivo''. Accanto a Balotelli il presidente del Brescia, Massimo Cellino, che ha mostrato verso il nuovo arrivato un atteggiamento quasi paterno: ''Siamo qui perche' Mario ha voluto essere qui. Cerchiamo di aiutarlo tutti quanti: dobbiamo essere piu' noi e la squadra ad aiutare lui che lui ad aiutare noi e la squadra. Lasciamolo in pace e non mettiamogli troppa pressione addosso''.

Il discorso vira poi sulla Nazionale. ''Certo che andare all'Europeo e' un mio obiettivo. Con Mancini - racconta Balotelli - mi sono sentito il giorno del mio compleanno: mi ha fatto gli auguri''. ''Penso - precisa successivamente in un'intervista a Sky Sport - che prima della nomina di Mancini a ct della Nazionale la mia eventuale convocazione non dipendesse da me. Mancini invece e' giusto: gli altri prima di lui cosi' cosi'. Ora, comunque, dipende tutto da me''. Tuttavia, l'attaccante si riporta presto sull'argomento Brescia: ''Non ho mai ricevuto tanto affetto come qui in questi giorni e adesso voglio ripagare la fiducia. Cosa mi ha detto mia mamma quando le ho parlato della possibilita' del Brescia? E' scoppiata a piangere e non la smetteva piu'. Io le ho detto: ''dai pero', ora aiutami a decidere''. Insomma, e' felicissima e lo sono anche io pensando a mio papa' Franco: questo per lui sarebbe stato un sogno che si realizza, vedere suo figlio con questa maglia''. Da Brescia potrebbe partire il suo riscatto? ''Magari questo lo pensate voi, io non penso affatto che sia cosi'. Ad ogni modo la mia e' una scelta di cuore''. Un accenno , da sempre un impegno civile di Balotelli. ''Sono appena tornato - risponde ad alcune domande -, non voglio pensare a questo. Mi limito a sperare che non si ripetano piu' certi episodi del passato e che le cose siano migliorate''.
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