Vent'anni fa l'addio a Bartali

A Firenze cerimonia al cimitero di Ponte a Ema, dov'è sepolto. Il ricordo di Mattarella

Redazione ANSA FIRENZE

Firenze ha ricordato questa mattina Gino Bartali, a 20 anni dalla scomparsa, con una cerimonia al cimitero di Ponte a Ema, dove è sepolto, cui hanno partecipato gli assessori allo Sport e alla Cultura della memoria del Comune, Cosimo Guccione e Alessandro Martini, e l'associazione 'Amici del museo dei ciclismo', dedicato proprio a Bartali, con il presidente Maurizio Bresci.

La cerimonia, con una benedizione della tomba da parte del parroco di Ponte a Ema don Antonio, si è svolta nel rispetto delle misure di contenimento del coronavirus. "Lui è uno degli italiani a cui dobbiamo guardare in questo momento così tragico per il nostro Paese - ha detto l'assessore Guccione - Bartali sapeva che nella vita e nello sport, tanto più uno sport come il suo, nessuno ti regala nulla, tutto quello che puoi vincere te lo devi guadagnare con il sudore, la fatica, il lavoro, la determinazione. A lui va il nostro ennesimo grazie. E un impegno: affrontare con serietà, provando a imitare il suo coraggio e la sua dignità, questa prova così dolorosa che la storia ci ha consegnato".

L'assessore Martini ha detto che "Bartali è qualcosa di più di uno dei grandi del ciclismo italiano. Rappresenta ancora oggi un esempio di impegno civile e di spirito solidale con gli altri, in particolar modo con chi è in difficoltà".

Ma a ricordare le gesta di Ginettaccio, com'era soprannominato, sono arrivate anche le parole di Sergio Mattarella, che ha riportato alla memoria il vincitore di tre Giri d'Italia (1936, 1937, 1946) e due Tour de France (1938, 1948) non solo per le sue imprese sportive, ma anche per il valoroso impegno nel salvare i perseguitati dai nazifascisti. "Il nome di Gino Bartali, campione e leggenda del ciclismo italiano - ha sottolineato il presidente della Repubblica - è iscritto a grandi caratteri nella storia dello sport nazionale e rappresenta uno dei simboli dell'Italia del Dopoguerra. Sarà ricordato anche come Giusto tra le Nazioni per il coraggioso e silenzioso impegno nella rete di salvataggio, costruita dall'arcivescovo e dal rabbino di Firenze, che consentì a centinaia di cittadini di religione ebraica di sottrarsi alla persecuzione e alla deportazione".

"La Repubblica - ha affermato ancora Mattarella - lo ricorda, a vent'anni dalla scomparsa, come un atleta di straordinario valore, ma anche come un testimone di quello spirito di solidarietà, di sacrificio, di dedizione che ha rilanciato il Paese agli occhi del mondo".

Sempre stamani, il cardinal Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, ha ricordato Bartali nella messa privata (senza la presenza di parenti del campione, causa coronavirus) officiata nella sua cappella in Arcivescovado.

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