Sri Lanka sotto choc dopo bombe chiese

Santuari colpiti a Pasqua potrebbero riaprire in un paio di mesi

 "Non ce lo aspettavamo, è stato un attacco del tutto inaspettato": padre Srila Fonseca ancora porta i segni addosso, una cicatrice sulla fronte, dell'attacco alle chiese dello Sri Lanka a Pasqua. Il 21 aprile celebrava messa nella chiesa di San Sebastiano a Negombo, dove è parroco. Un kamikaze si è fatto esplodere provocando 130 vittime delle quali 25 bambini. Il Paese è ancora sotto choc. A Colombo, padre Jule Raj Fernando, rettore del santuario di Sant'Antonio, dove lo stesso giorno sono rimaste uccise un centinaia di persone, e responsabile di Caritas Sri Lanka, dice che ora "la cosa più importante è dare aiuto psicologico a chi è stato colpito, soprattutto ai tanti bambini toccati dagli attacchi, o personalmente o perché hanno visto un genitore morire o restare ferito".
   

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