Alinari, 100 anni della prima public company della cultura

Ha ritratto re e regine, nobili, condottieri, musicisti e attori

La prima public company europea nel campo della cultura oggi compie 100 anni. Ed è italiana: l'8 aprile del 1920 infatti si costituisce, dopo un ostinato lavoro che oggi definiremmo di moral suasion da parte di Vittorio Emanuele III, la Fratelli Alinari Istituto di Edizioni Artistiche (I.D.E.A) che è quella attualmente ancora operante. 'Vittorio Alinari, figlio di Leopoldo e Commendatore del Regno - ricorda l'attuale presidente Claudio De Polo - vende la società ad un gruppo di azionisti (92) che sottoscrivono l'acquisto del capitale per 5 milioni di Lire Oro.
    Una cifra enorme - sottolinea -, pari a 200.000 Marenghi, oggi circa 50 milioni di Euro'. Il piccolo laboratorio fotografico impiantato da Leopoldo Alinari era nato in realtà a Firenze nel 1852 e due anni dopo era nata la Fratelli Alinari. Nel 1863 gli Alinari trasferiscono la loro Società nel grande palazzo in Via Nazionale 8 (dal 1987 Largo Alinari), dove ha sede anche la Sala di Posa, lo studio fotografico dedicato all' attività di ritrattistica che vedrà tra i suoi clienti Re e regine, politici, nobili, condottieri, musicisti, attori. Il XX secolo si apre per gli Alinari con un premio di eccezionale prestigio: è il Grand Prix in occasione dell'Esposizione Mondiale di Parigi, ottenuto per le fotografie di grandi dimensioni da loro presentate, tra le quali spicca la riproduzione 'al vero' del trittico con l'Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano della Galleria degli Uffizi.
    Sarà la a morte prematura del figlio Carlo a spingere Vittorio a cedere l'azienda agli oltre 90 azionisti. Nel 1998 Alinari dà avvio alla digitalizzazione e catalogazione online delle fotografie, ad oggi oltre 350.000. Nel 2002 si celebra il 150° anniversario della Fratelli Alinari con una grande mostra a Firenze, a Palazzo Strozzi e l'anno dopo le Poste Italiane emettono un francobollo per celebrare i 150 anni di attività della gloriosa azienda fotografica.
    'Mai come oggi - sottolinea De Poli, che festeggia l'anniversario in un momento difficile per il mondo intero - la cultura resta e resterà uno dei paradigmi fondamentali per 'la riapertura' del nostro Paese'. 
   

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