Teatro: direttore Porta Portese Roma, stiamo per chiudere

Tonino Tosto: "Come per tanti altri serve sforzo straordinario"

"Il teatro Porta Portese di Roma è a un passo dalla chiusura. Facciamolo sopravvivere". È l'appello che lancia il direttore artistico della struttura, il regista e autore Tonino Tosto attraverso una lettera aperta alla stampa in occasione della Giornata Mondiale del Teatro.

"Nei decreti governativi attuali, per quanto riguarda gli affitti o gli aiuti economici per le associazioni culturali, le cooperative e le imprese sociali che gestiscono teatri e luoghi di formazione e di aggregazione sociale, non è previsto nulla! - denuncia Tosto -. La stragrande maggioranza dei teatri, o dei luoghi di aggregazione sono di piccola o media dimensione e - pur svolgendo un lavoro di qualità fondamentale in diversi territori - hanno un numero di spettatori partecipanti agli eventi ristretto e modesto. Quindi, per sostenere affitti e utenze, contano ogni mese sulle quote degli iscritti. Le attività sono, naturalmente, ferme. I costi corrono. Questo è il caso di tanti spazi culturali e del Teatro Porta Portese che, in considerazione dell'alto canone di affitto (con un privato), rischia, non avendo entrate per sostenere le spese, di cessare le proprie attività".

"Domando a tutti coloro che affermano che la Cultura sarà il volano della ripresa economico-sociale del nostro Paese - continua Tosto nella lettera aperta - se si rendono conto dei rischi che corre questo piccolo e non considerato mondo. Quando - si spera prima possibile - torneremo lentamente alla normalità dovremo tutti insieme lavorare per ricostruire una socialità ed una capacità di stare insieme che questi mesi di 'clausura forzata' stanno minando. Se non mettiamo in campo uno sforzo collettivo difficilmente le persone torneranno a frequentare teatri, cinema, biblioteche, librerie, luoghi di incontro, di ascolto, di esposizione, di confronto e di scambi culturali".

Per affrontare questa situazione, Tosto chiede, nelle lettera, "uno stanziamento straordinario a fondo perduto per il 2020 al quale le associazioni culturali, le imprese sociali, le cooperative potranno accedere senza troppi lacci e lacciuoli burocratici (dimostrando naturalmente le loro attività)".

(martino.iannone@ansa.it)

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