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I Negramaro in formato unplugged nei teatri

Per "tornare alla vita" dopo tre anni di pandemia 41 date

Il teatro, dove puoi guardare ogni spettatore negli occhi, coglierne le emozioni e lui può fare altrettanto, mentre canti e suoni. Avevano bisogno di questo i Negramaro che, dopo 15 anni in palazzetti e stadi - furono i primi italiani a San Siro - scelgono questa dimensione per l'"Unplugged European tour 2002": data zero a Saint Vincent nei giorni scorsi, partenza vera oggi all'Arcimboldi di Milano. Il tour prevede 41 live e toccherà, da novembre, dieci principali capitali europee con un repertorio "totalmente riarrangiato". Un tour teatrale ma anomalo perché - come spiega la band salentina - lo show comprende l'essenzialità richiesta dal teatro a momenti complessi e, talvolta, anche a un silenzio assoluto, dopo alcune canzoni, che a Saint Vincent ha impressionato ed emozionato la band. E' il modo per i Negramaro di "tornare alla vita", dopo tre anni "terribili" in cui la pandemia e la solitudine hanno imperversato ma durante i quali hanno pubblicato un album, nel novembre del 2020, in modo significativo intitolato "Contatto".
E tornano alla vita nell'unico modo in cui sa farlo una rock band: suonare e cantare. Giuliano Sangiorgi ha lavorato molto sulla voce per affrontare la dimensione teatrale e suonerà molto di più, compresa la chitarra classica, in una sorta di tributo a Pino Daniele, per lui imprescindibile. Nel lavorare sul tour la band ha scoperto una "nuova attenzione e nuove possibilità" in relazione a quanto stanno facendo ormai da oltre 20 anni. La scaletta prevede gran parte delle canzoni che hanno fatto ballare palazzetti e stadi ("La cura del tempo", la cover di "Meraviglioso", "Estate", "Via le mani dagli occhi" e altre) ma in versione unplugged e con un pubblico, fino a quando si tiene, seduto, ancor più concentrato a vivere le emozioni. Sguardo al futuro ma anche un ritorno alle origini, quando i Negramaro, con Afterhours e altri, senza i social, fecero scoprire la nuova scena italiana che, per la band, è tutt'altro che finita. Social 'croce e delizia' per i giovani musicisti perché, pur essendo il gruppo salentino necessariamente attento ai numeri, delle copie vendute, degli spettatori e di chi li segue sul web, trovano profondamente ingiusto che un ragazzo possa essere esaltato "oppure vedersi stroncato" dalla quantità di interazioni o dai commenti sui social "quando potrebbe avere grandi possibilità". Rifuggono, quindi, ricordando l'insegnamento di Umberto Eco, quella che chiamano la "Commentocrazia" di oggi. Nel tour portano una canzone, "Dalle mie parti": un dialogo ideale tra chi è nato dalla parte fortunata del Mediterraneo e chi, invece, rischia la vita per attraversarlo. "Vediamo cinismo, cattiveria sul web: salvare una vita umana non è di sinistra, né di destra, né di centro - spiega Sangiorgi -: è solo essere umani, lo farebbe anche Salvini se ci si trovasse. Io, da parte mia canto, sono un cantante. Ed è la canzone il mio post".

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