Libri: un saggio sulle Fake news, tra scienza e fantascienza

Manuale anti bufale di Francesco Pira e Raimondo Moncada

(ANSA) - ROMA, 18 GIU - "Fake news tra scienza e fantascienza" - manuale semiserio di sopravvivenza contro le bufale", autori Francesco Pira e Raimondo Moncada, (Medinova editore, 196 pagine, 13 euro).
    Posto e condivido, dunque sono. Oggi più che mai le nostre esistenze viaggiano on-line dove passa di tutto e dove tutto e il contrario di tutto viene creduto, sostenuto e condiviso con una virilità e un'aggressività impressionanti. È alto, perciò, il rischio di rimanere intrappolati nella rete delle fake news, mix dirompente di assurdità, tragedia sociale, comicità che rendono talora credibile una realtà incredibile o spacciano per falso ciò che è vero. In questo "campo di battaglia" arriva il testo di Francesco Pira e Raimondo Moncada, Fake news tra scienza e fantascienza - manuale semiserio di sopravvivenza contro le bufale", con la copertina artistica del maestro Nicolò D'Alessandro. La prefazione è firmata dal giornalista Stefano Vaccara, direttore e fondatore de La Voce di New York, per il quale il testo "concepito e scritto prima della pandemia, appare come un tentativo di "vaccino" per provare a "immunizzare" il cittadino col cervello ancora non infestato, per poter ancora restare nei social senza per questo rinunciare ad una informazione credibile".
    Il testo è suddiviso in due sezioni. Nella prima parte del libro il professor Pira, sociologo e giornalista analizza il fenomeno da un punto di vista scientifico, evidenziando gli esiti delle ricerche condotte, mettendo in risalto quello che con il collega Altinier ha definito l'esagono delle fake news, ossia alcune loro caratteristiche peculiari, sottolineando come nell'era della disintermediazione questo processo stia coinvolgendo anche il giornalismo. Ormai l'intrattenimento viene confuso con l'informazione. Per il sociologo in voga la "barbaradursizzazione del giornalismo", un format che si basa sull'emotainment, nell'ambito del quale questioni intime e private vengono analizzate e presentate, facendo leva sull'emotivismo del pubblico, per poi essere reinterpretate sui social network con commenti molto discutibili. Nella seconda parte, Raimondo Moncada rivisita il fenomeno da operatore dell'informazione e da autore satirico indossando i panni del "confenzionatore" di fake news, riprendendo le assurdità lette soprattutto su Facebook e su Twitter, non nascondendo di proposito la falsità delle storie raccontate, anzi mettendo l'invenzione in bella evidenza sia nel titolo e sia nel corpo della falsa notizia per suscitare la riflessione del lettore.
    Un esercizio di scrittura finalizzato a innescare il dubbio o almeno far nascere la consapevolezza delle falsità che circolano in rete, camuffate da verità e rese assolute dal potere dei like, e la necessità di non incentivarle neppure con un "click" solo apparentemente innocuo. (ANSA).
   

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