Laura Donnini al forum ANSA, futuro tra donne e digitale

Ad HarperCollins, 'con sostenibilità temi forti per l'editoria'

 'Sono partita per gli Usa il 27 febbraio con il timore di non riuscire a tornare: ai miei colleghi parlavo di covid e loro mi guardavano con gli occhi sbarrati. Sono tornata il 2 marzo e da allora lavoriamo in remoto ma è stata come una cascata ovunque nel mondo'. Laura Donnini, amministratore delegato di HarperCollins Italia, costola di una grande realtà internazionale, parla nell'incontro con l'ANSA, dei mesi di lockdown come di una 'esperienza condivisa che aiuta a costruire anche un grande senso di comunità'. 'Ci siamo virtualmente riuniti anche più volte a settimana per parlare di progetti e idee - dice - Ci siamo ritrovati attaccati allo schermo con la paura e la necessità di prendere decisioni. Tra i paesi del modo facevamo a gara a chi andava peggio: noi l'85% del crollo; la Francia il 65%; negli Usa invece il mercato è cresciuto, così come in Gran Bretagna dove i libri hanno venduto più di prima. Sono cresciuti lì gli ebook e gli audiobook e questo ci dava speranza anche per il nostro futuro'.

 

Speranze per il futuro nella lettura, gli chiede il direttore dell'ANSA Luigi Contu? 'Vorrei condividere alcuni dati di una ricerca che abbiamo commissionato in nove paesi durante il lockdown, per mettere a fuoco i comportamenti durante il periodo e identificare i nuovi trend. Ovunque è aumentata la propensione alla lettura, oltre a vedere serie tv si leggeva. Anche in Italia. Oltre il 40% dei libri letti erano già in casa. Molti acquistati su ecommerce o dalle librerie che si sono ingegnate. Si è scelta molta saggistica politica o di attualità, narrativa di genere e rosa che servivano a distrarsi. Sono cresciuti i libri per bambini. C'è stato di fatto un recupero della lettura che fa ben sperare nel futuro e già nelle ultime due settimane vediamo già dei segni positivi. Rimarrà l'abitudine a comprare libri online, bisogna però evitare i monopoli. C'è stata la scoperta di nuove modalità come ebook e podcast che avranno grande sviluppi. Negli Usa hanno conquistato un quarto del mercato'. Come affrontare il futuro? 'Non ci sono state misure di sostegno negli altri paesi, ci sono stati editti come quello di Macron ma niente aiuti. In Italia io ho sostenuto e sostengo le proposte arrivata da Aie e Ali: ben venga bonus 100 euro anche solo su fascia più piccola di popolazione ma non basta ci vogliono altri sostegni. L'editoria è rimasta quella di una volta. Servono misure di tax credit sulla carta, piuttosto che di defiscalizzazione delle imposte sulle rese, aiuti a fondo perduto alle librerie per pagare gli affitti, incentivi per le traduzioni perchè i nostri autori abbiamo un mercato, e sostegno per la domanda come deducibilità fiscale degli acquisti. Insomma bisogna porre il tema in modo strutturale perchè gli editori non ce la fanno. Questo è il grido di aiuto che il governo deve ascoltare'. Questo periodo di emergenza ha cambiato il vostro catalogo? 'Abbiamo tagliato le novità da marzo a giugno, alcuni libri saranno riproposti e cercheremo di mantenere il ritmo. Restano alcuni temi pilastro come la forte vocazione femminile in tutti i settori, per stimolare il dibattito. La parità di genere è alla base di un rilancio soprattutto in un paese come l'Italia che è molto indietro. Ma anche i diritti civili, l'ambiente, lo sviluppo sostenibile. Abbiamo alcune chicche in uscita, alcuni scrittori hanno avuto il blocco altri no: avremo il nuovo libro di Antonella Lattanzi, di Valeria Parrella, le Nuove Eroidi riscritte da Murgia, Ciabatti e Parrella. Non cambieremo la linea editoriale ma la arricchiremo con nomi importanti.

Arrivano i nuovi di Don Winslow e Alberto Angela, sarà bellissimo leggere un giallo straordinario di Enrico Vanzina scritto durante il periodo del lockdown. Faremo proposte forti anche in estate. Ci aspettiamo il ritorno della competenza con una saggistica scritta da esperti. Ma c'è stato un gran fiorire di libri che insegnavano a fare il pane, a fare giardinaggio, spinti dalla voglia di stare con i propri cari, ma anche dal fatto di avere meno risorse e stare più in casa. C'è bisogno di positività. I due grandi temi che attraversano il nostro futuro sono il digitale e la sostenibilità, queste le due priorità che dobbiamo porci'. Digitali anche le fiere? 'La scelta della Fiera di Francoforte è coraggiosa ma scellerata nessun editore internazionale, ce lo siamo detto qualche giorno fa con i miei colleghi, parteciperà alla buchmesse di ottobre e temo che sarà un bagno di sangue. Bisogna andare, come nel lavoro, verso la formula mista. Abbiamo visto che si possono fare riunioni su zoom senza spostare gente dall'altra parte del mondo. I modelli vecchio stile secondo me non funzioneranno più perchè non ci saranno più gli editori disposti a spostarsi'. Però c'è 'un grande bisogno di spazi in cui parlare di libri, sono sempre meno. Anche in tv hanno un benefico impatto sulle vendite. Non si può aspettare la recensione di un giornale, sono fondamentali e aiutano, ma non sono sufficienti. Bisogna creare spazi che vadano incontro alla gente'. Loro lo fanno con i tanti autori italiani su cui puntano: 'Oltre la metà della nostra offerta dovrà essere di autori italiani e sgombriamo il campo dall'idea che le opere straniere vengano dalla casa madre. E' fondamentale costruire la community intorno agli autori'.

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