Panella, Forse non tutti sanno che in America

Km di gusto e memoria per scoprire la vera cucina statunitense

di Marzia Apice (ANSA) - ROMA, 25 NOV - FRANCESCO PANELLA, FORSE NON TUTTI SANNO CHE IN AMERICA... Curiosità, storie insolite e segreti del Paese a stelle e strisce (Newton Compton Editori, pp.288, 10 Euro). Altro che junk food: negli Stati Uniti il cibo è una questione di "connessione tra la terra e l'uomo", commistioni di culture, determinazione, accanto a creatività e capacità imprenditoriale. Lo spiega bene Francesco Panella nel suo libro "Forse non tutti sanno che in America...", edito da Newton Compton: in poco meno di 300 pagine il ristoratore e imprenditore italiano, partendo dalla sua esperienza di vita e lavoro negli Stati Uniti, compie un viaggio nel Paese a stelle e strisce, svelandone la vera anima culinaria, tra aneddoti, storie esemplari, sapori, materie prime e modelli di business.
    Dal Northeast al West, dal Midwest al South, l'autore gira gli Stati Uniti in lungo e in largo, alternando luoghi celebri e mete turistiche per eccellenza a piccoli centri poco conosciuti, ma animati da comunità operose e coraggiose. Certo, in un libro che invita alla scoperta on the road, è difficile ora pensare di poter viaggiare nell'epoca del covid, ma Panella racconta proprio come a causa del virus tanti ristoratori, chef e imprenditori del settore food si siano riorganizzati dimostrando di saper resistere alle difficoltà. E in fondo è proprio questo che si legge tra le righe di un libro solo apparentemente dedicato al cibo: la capacità di riadattarsi, di ingegnarsi, di credere in se stessi puntando sulla qualità e dimostrando abnegazione e forza di volontà, sono valori che da sempre hanno contraddistinto il popolo americano e ai quali bisogna ispirarsi soprattutto adesso che la pandemia ha ridisegnato orizzonti e scenari per tutti.
    Il libro trasporta il lettore in luoghi affascinanti, che davvero sarebbe bello andare a visitare, per mangiar bene, certo, ma anche per comprendere più a fondo l'America. Eccoci allora a New Haven, Connecticut, seguendo la storia lunga 125 anni degli hamburger del Louis Lunch, serviti in due fette di pane tostato e mai dentro al "bun", preparati seguendo una ricetta antica e segreta di cinque tagli di manzo e cotti sulle griglie d'epoca; a Boston, Massachusets, nel vivace Stillwater, il nuovo locale della chef Sarah Wade per assaggiare esclusivamente il "comfort food" più classico, ed essere inondati, oltre che di ingredienti di prima qualità, anche di "coccole e affetto". Poi andiamo nel Maine, dove le acque gelide sono l'habitat perfetto di aragoste di qualità pescate da appassionati pescatori, la cui attività ora è messa in ginocchio dal covid; a Yermo, California, in mezzo al deserto ci si catapulta direttamente negli anni '50 grazie al Peggy Sue's Diner, luogo di prelibati cibi succulenti e nostalgici cimeli, kitsch e ironici. E ancora, arriviamo nella piccola Balltown, Iowa, per scoprire la tradizionale torta "pie" americana seduti ai tavoli del Breitbach's Country Dining, in attività dal 1852, di proprietà e gestito dalla stessa famiglia da sei generazioni o a Baton Rouge, Louisiana, per impadronirci al "Jerry Lee's Cajun Foods" dei segreti della celebre e amatissima cucina cajun, fatta di ingredienti semplici e a basso costo.
    In questo viaggio dai tanti km e dai mille sapori, dove ogni pietanza ha un gusto complesso che va molto al di là del semplice cibo e che racconta una storia fatta di tradizione e innovazione, Panella costruisce un lunghissimo e sorprendente itinerario, e correda ogni paragrafo anche di indirizzi e siti internet per permettere di rintracciare con facilità ogni luogo.
    Sognando un assaggio e l'altro, questo libro sembra perfetto per gli appassionati degli Usa ma anche per i detrattori di una cucina troppo spesso vittima di facili pregiudizi e guardata con superficialità. (ANSA).
   

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